i corsivi
La memoria è un filo che attraversa le nostre coscienze, che unisce diverse generazioni di italiani. Sono parole del presidente Ciampi, quantomai attuali nel momento in cui noi, come in questi giorni, torniamo a celebrare il ricordo dell'apertura alla libertà dei cancelli di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio di 61 anni fa.
Sappiamo che la Shoah è una macchia indelebile nella storia, simbolo senza età della follia e dell'odio. Sappiamo anche che non ci si può cullare nella rievocazione storica di quei fatti, ma ci si deve impegnare perché l'eredità di quei giorni sia coltivata e valorizzata. Mi riferisco in primo luogo al valore ed ai contenuti della nostra Costituzione, che scaturirono proprio da una stagione di Resistenza al nazi-fascismo e dalla voglia di democrazia e libertà che spinse una generazione di giovani al sacrificio. Una Costituzione troppo spesso oggetto di attacchi, messa a dura prova da una devoluzione che mi auguro venga respinta come merita dal giudizio dei cittadini.
La Giornata della Memoria, dunque, anche quest'anno sarà occasione per riflettere su questi temi, sui valori di libertà e giustizia che fondano il nostro vivere civile. E ci darà ancora una volta l'opportunità di approfondire la nostra conoscenza di quei terribili eventi, per evitare che passino sotto silenzio tentativi di riscrivere la storia come, ultimo, quello abortito al Senato di mettere sullo stesso piano i partigiani ed i nazi-fascisti di Salò.
Perchè comprendere quell'odio è impossibile - come scrisse Primo Levi -, ma conoscerlo è necessario perché ciò che è successo non accada mai più.