
Non un gesto provocatorio per un dissenso politico sulle scelte del Governo, non una polemica strumentale ma un atto che esprime preoccupazione, un esercizio di responsabilità per la condizione che si verrà a creare se questa manovra dovesse essere applicata così come illustrata. Deve essere chiaro il motivo che mi ha spinto, insieme a tutte le altre Regioni italiane, a proporre la restituzione delle deleghe al Governo se non verrà corretta la manovra finanziaria.
Da tempo, sin dalle prime illustrazioni, stiamo avvertendo il Paese che la manovra proposta è insostenibile, perché priva le Regioni di funzioni e servizi ai cittadini e alle imprese. Dunque, abbiamo deciso di chiedere che torni nelle mani dello Stato la gestione di competenze ora affidate alle Regioni quali quelle su lavoro, polizia amministrativa, incentivi alle imprese, protezione civile, energia, trasporti, salute, opere pubbliche, agricoltura, viabilità, ambiente e altro ancora. Materie fondamentali per la nostra vita di tutti i giorni.
Tutto ciò per una ragione molto semplice: l'insieme di queste competenze vale circa 3.186 milioni di euro, e solo nel 2011 il taglio alle Regioni è di 4.000 milioni di euro. E sull'Emilia-Romagna la forbice peserà per oltre 600 milioni di euro. Ci rendiamo conto che si tratta di un'iniziativa forte, ma questa è la condizione in cui ormai ci troviamo.
Allo stesso tempo chiediamo che si istituisca immediatamente una commissione straordinaria per valutare le spese di funzionamento, tutti i costi gestionali, quindi anche i cosiddetti sprechi, congiuntamente tra Governo e Regioni. Vogliamo fare fino in fondo la nostra parte, verificando i reciproci comportamenti che riguardano lo Stato e le singole Regioni.
Il Paese deve capire la gravità del momento, i problemi creati dalla crisi economica, ma deve avere anche ben chiaro che questa manovra, oltre a creare recessione, non è equa e mette seriamente a rischio i servizi essenziali per tutti. Solo se il Governo deciderà di adottare e perseguire princìpi di equità, tutte le Regioni, compresa l'Emilia-Romagna, sono pronte ad affrontare da subito i necessari sacrifici.
Comunicati StampaBologna (6 luglio 2010) - Il presidente Errani interviene in una seduta straordinaria per illustrare gli effetti dei tagli del Governo sui cittadini
Bologna (7 luglio 2010) - "Ci sono delle parole come lavoro, libertà e democrazia, che racchiudono il senso della nostra storia, di ieri e oggi. Non a caso sono i termini scelti per celebrare i fatti del 7 luglio 1960 quando, in una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani furono uccisi dalle forze dell'ordine". E' l'incipit del commento, a firma del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, pubblicato oggi dall'Unità. "Per ottenere il pieno rispetto di diritti costituzionali, c'è voluto il sacrificio di giovani vite umane. Erano nel posto giusto al momento giusto, come commentò il fratello di Ovidio Franchi, una delle vittime, per bloccare una svolta autoritaria nella Repubblica nata dalla Resistenza. Lo capirono quei giovani che reagirono a Genova, e poi a Reggio Emilia e in altre città a tentazioni autoritarie. Quando torniamo a quegli anni proviamo rabbia, dolore. Ma anche riconoscenza. Ricordarci di quei ragazzi, raccontare i rischi che la democrazia ha corso, come direbbe lo scrittore Paolo Nori, è un modo per farne 'vendetta', perché non si costruisce il futuro facendo finta che il passato non sia mai esistito".
"La lezione di quei ragazzi del 7 luglio"...>
Bologna (17 giugno 2010) - Reduce dall'incontro a Roma con i parlamentari di maggioranza e opposizione che ha forse riaperto uno spiraglio sulla possibilità di modifiche alla manovra, Vasco Errani (intervistato dal Corriere di Bologna a firma di Armando Nanni) tiene ancora la guardia alta e insiste nel suo categorico no ai tagli che Tremonti invece considera ineludibili per le Regioni.
Presidente, il ministro dell'Economia è chiaro e categorico: nelle Regioni ci sono sprechi che vanno ridotti. Lei e gli altri governatori avete definito questa manovra e questa impostazione «irricevibile». Come se ne esce?
«Certo, è irricevibile. Perché nel 2011, su lo miliardi complessivi di tagli, le Regioni dovranno sopportarne più di 5: quattro miliardi di minori trasferimenti dallo Stato e oltre un miliardo di tagli alla sanità che andranno a incidere sulla spesa farmaceutica e sul personale. Tagli, questi ultimi, che vanno a ledere il Patto per la salute siglato proprio pochi mesi fa con il governo».
Reggio Emilia (14 giugno 2010) - "Lavoro, libertà e democrazia". Queste la parole d'ordine della serie di iniziative con cui Reggio Emilia si appresta a celebrare il cinquantesimo anniversario dei fatti del 7 luglio 1960 quando, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani (Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli), tutti iscritti al Pci, furono uccisi dalle forze dell'ordine. In una nota inviata alle istituzioni reggiane, il presidente della Regione Vasco Errani commenta: "Il 7 luglio rappresenta un momento di dolorosa svolta per la nostra storia recente e un vulnus per la democrazia italiana come per la città di Reggio Emilia, che con i suoi morti contro Tambroni e per il lavoro sbarrò la strada ad un ritorno autoritario. A cinquant'anni da quel tragico luglio vogliamo affermare il valore della memoria e della riconoscenza a quei giovani, necessarie alla promozione dei valori di libertà e democrazia inscritti nella nostra Carta costituzionale".
Errani commemora i fatti di Reggio Emilia del 1960...>
Roma (13 giugno 2010) - Le Regioni lanciano contro la manovra del Governo una mobilitazione che si preannuncia combattiva e risoluta. Dopo lo scontro che si è consumato giovedì scorso fra i presidenti e il ministro Tremonti contro "l'insostenibilità" delle misure anticrisi, oggi il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, rilancia: la manovra sia "più equa" e "coinvolga tutti i livelli istituzionali della Repubblica. Soprattutto, abbia il minore impatto possibile sui servizi ai cittadini e alle imprese". Come primo atto operativo, il presidente Vasco Errani ha convocato per martedì 15 giugno una Conferenza straordinaria. A distanza, da Levico Terme, dove è intervenuto alla Festa nazionale della Cisl, il ministro Tremonti commenta: "Fino ad ora alle Regioni è stato dato, se si fermano per un giro non è che succede...".
Le Regioni si mobilitano contro la manovra del Governo...>
Roma (7 giugno 2010) - Le Regioni vogliono dare il loro contributo alla riforma del federalismo fiscale perchè sia solidale e migliori l'efficienza delle istituzioni. Lo ha detto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, nel suo intervento al Senato per la celebrazione del quarantennale della nascita delle Regioni a statuto ordinario. "Lealmente lavoriamo a un progetto istituzionale: quello di un Paese più forte e coeso, consapevole del valore proprio dei diversi territori, che aspira ad istituzioni più semplici, capaci e autorevoli. Per portare gli italiani, tutti gli italiani - ha spiegato Errani - più vicini alla casa del governo, ossia ai luoghi delle decisioni. E' il progetto di un federalismo partecipativo e solidale, che dà forma e sostanza a un lungo lavoro per il riconoscimento e la promozione delle Autonomie come elemento essenziale di qualità della nostra democrazia".
"Lavoreremo per un federalismo solidale"...>