i corsivi
Si chiude un 2004 di lavoro molto positivo per l'Emilia-Romagna. Tutte le tradizionali classifiche di fine d'anno, compilate da giornali e società di analisi sulla base di dati tecnici, descrivono una regione che primeggia in ogni settore della vita civile ed economica. Sono stime che ci collocano tra le aree più avanzate d'Europa.
Il merito principale è ovviamente della comunità emiliano-romagnola che deve andare orgogliosa dei risultati, così come questi parametri rendono fieri noi amministratori perchè in qualche modo confermano che abbiamo svolto un buon lavoro. E la soddisfazione mia è maggiore perché le valutazioni positive si riferiscono a tutte le aree del nostro territorio, da Rimini a Parma, da Forlì a quella Bologna che risulta prima in Italia per qualità della vita. In questo modo l'Emilia-Romagna con il suo lavoro sta dando un contributo all'intero Paese, sta dimostrando che è possibile avere fiducia, che si può uscire da una condizione generale certamente non rosea lavorando tutti insieme per farcela. Le nostre scelte vanno in questa direzione, anche a fronte di una Finanziaria che tutte le Regioni hanno giudicato inadeguata per lo sviluppo ed insostenibile per le finanze delle autonomie. I tagli agli investimenti, purtroppo, lo confermano.
Io, al contrario, vedo un futuro positivo in cui continuare ad investire su qualità della vita, coesione sociale, ricerca e innovazione, in cui il benessere economico vada di pari passo con giuste risposte ai bisogni del cittadino. Mi riferisco ad esempio al Fondo per la non autosufficienza, alle politiche per la casa, per la protezione del territorio. In questo senso l'Emilia-Romagna reciterà ancora un ruolo da protagonista, dando all'Italia un esempio di crescita positiva. Sono convinto che possiamo continuare a farlo sempre meglio. Me lo auguro, e voglio augurarlo ad ogni cittadino dell'Emilia-Romagna insieme ai migliori auspici per l'anno che sta nascendo.