i corsivi
Crescono incertezze e difficoltà per l'immediato futuro economico del nostro Paese. E non diminuisce la preoccupazione degli italiani, per una lunga crisi cui si contrappone un inspiegabile "ottimismo" da parte di chi dovrebbe invece esprimere efficaci politiche economiche. E che propone invece manovre come questa Finanziaria, che con il maxiemendamento purtroppo conferma un'impronta recessiva, che limita gli investimenti.
L'ultimo allarme, dato dal Rapporto di Confindustria sulle previsioni per i prossimi anni, accentra l'attenzione sulla negatività di parametri quali il Pil, l'occupazione, l'aumento del debito pubblico, la complessiva crescita economica. Può forse apparire inutile, sottolineare che da tempo noi stiamo ribadendo questa situazione in ogni sede, chiedendo immediate manovre di sostegno all'economia. Anche se i dati ci confermano che l'Emilia-Romagna ha sempre un differenziale positivo rispetto alle medie italiane, vedi le previsioni regionali e nazionali di Unioncamere, questo non ci toglie responsabilità, non ci fa adagiare in una condizione che non è frutto di privilegio, ma di precise scelte. Perchè alla base di queste scelte c'è la volontà di investire nella fiducia, nella capacità di superare la crisi: soprattutto in un momento come quello attuale. Ad esempio, abbiamo proprio in queste ore presentato i dati della ricerca industriale in Emilia-Romagna, frutto di investimenti soprattutto regionali (circa 130 milioni di euro) che si sono tradotti in 1500 nuovi occupati nel settore ma soprattutto hanno incentivato un processo che migliora le condizioni di tutta la nostra comunità, non solo delle imprese direttamente interessate. Centinaia di progetti finanziati, una Legge sull'innovazione, un Patto per la Qualità concordato con tutte le categorie economiche e sociali, l'ottimizzazione delle risorse sono tra i fondamenti di una voglia di reagire che punta sulla fiducia, sulla capacità concreta di investire nel futuro senza sbrigative ricette.