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Più peso alla lotta contro la povertà

Sempre più famiglie italiane s'impoveriscono, sono incapaci di sostenere con stipendi e pensioni l'impressionante balzo in avanti del costo della vita. Da tempo ho personalmente denunciato in più sedi questo fenomeno, e per quanto ci compete abbiamo avviato un monitoraggio regionale dei prezzi per contribuire a governare la situazione. Ma non si può tacere l'assenza di una politica economica nazionale non demagogica, capace di affrontare l'emergenza.
Se questo è un dato che si riferisce a diffuse condizioni di difficoltà, ve ne sono altri che tratteggiano una vera e propria emergenza. Le cifre più aggiornate, quelle dell'Istat riferite allo scorso anno e basate sui consumi, parlano di un 11 per cento di famiglie italiane sotto la soglia di povertà relativa. Un numero estremamante più alto di quello relativo all'Emilia-Romagna, stimato nel 4,3 per cento ed in calo rispetto agli anni precedenti. Ma pur sempre un segnale dell'esistenza del problema povertà, anche in una regione a piena occupazione. Per questo le nostre politiche di prevenzione e lotta agli stati più gravi di povertà hanno assunto in questi ultimi anni un rilievo sempre maggiore. Il recente riparto del Fondo sociale da noi varato aumenta notevolmente le risorse per aiutare a sostenere l'affitto, la prima accoglienza, l'acquisto di beni di necessità ma anche per incentivare al lavoro, all'assunzione. E non manca una nostra attenzione a quelle iniziative che si occupino del recupero di alimenti per i meno abbienti, come la Colletta del Banco alimentare che proprio in questi giorni torna a coinvolgere in Emilia-Romagna oltre diecimila volontari.
Gesti e iniziative che devono però essere accompagnati da una strategia economica nazionale, per ridare fiducia e futuro al nostro Paese in un momento in cui, al contrario, il balletto delle promesse fiscali tiene lontana l'Italia dalla ripresa.

firma di Vasco Errani

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