i corsivi
Ventiquattro anni. E' l'età dei giovani nati il 2 agosto 1980. Sono loro i protagonisti quest'anno dell'anniversario della strage più devastante vissuta dall'Italia in tempo di pace. Come Rossella Cocchi, che aveva quasi vent'anni quando, nel 2000, salì sul palco in piazza Medaglie d'Oro, davanti alla stazione, accanto ai familiari delle vittime della strage di Bologna.
Per Rossella e per i ventiquattrenni di oggi quell'agosto del 1980 è un pezzo di storia "passata", lontana, raccontata e letta. Come "passate" sarebbero le storie di piazza Fontana, di piazza della Loggia, dell'Italicus, del Rapido 904, di via dei Georgofili. Se non ci fosse chi quelle storie ha deciso di mantenerle vive nella memoria collettiva.
Dobbiamo tutti ringraziare l'Associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto perché hanno trasformato un dolore privato, il più grande, in un impegno civile al servizio del Paese. Si sono battuti con coraggio per conoscere la verità e ottenere giustizia. Una luce solo parziale, perché oggi sappiamo chi mise la bomba e chi depistò le indagini, ma non chi diede l'ordine. Soprattutto, a vent'anni dalla presentazione di una legge di iniziativa popolare che ne chiede l'abolizione, vige ancora il segreto di Stato sui reati di strage e di terrorismo.
Ma Bologna non dimentica. E anche di fronte al rigurgito terroristico, che in questa città ha colpito Marco Biagi, la risposta in particolare dei giovani è stata netta: contro la violenza e per la democrazia.