i corsivi
L'infezione da virus Chikungunya, che ha colpito una zona del ravennate, ha destato preoccupazione in molti cittadini ed allertato le nostre strutture sanitarie. Un allarme giustificato, dico io, in presenza di una malattia che per la prima volta si è affacciata nel nostro Paese, grazie a concause sinora a noi estranee come la diffusione del suo principale veicolo di trasmissione, la zanzara tigre.
I nostri servizi ci dicono che la diffusione del virus è circoscritta alla zona in cui lo stesso si è manifestato, un'area limitata e da subito attentamente monitorata. Questo, bisogna riconoscerlo, è stato possibile grazie alla prontezza della risposta dell'Azienda sanitaria di Ravenna e del Servizio regionale, in connessione con il ministero della Salute. Le strutture hanno reagito con una prontezza ben maggiore rispetto ai protocolli previsti per simili casi. La diffusione del virus Chikungunya deve essere comunque ancora tenuta in stretta osservazione, combattuta con tutti i mezzi a nostra disposizione: la Regione Emilia-Romagna sta sostenendo questa battaglia in stretta collaborazione con i Comuni e le Conferenze territoriali sociali e sanitarie, mediante l'intensificazione della lotta alla popolazione adulta ed alle larve della zanzara tigre.
Ma allo stesso tempo questa infezione ci ha insegnato che non possiamo più dirci immuni rispetto ad emergenze sinora guardate con occhi lontani, spinti magari da curiosità scientifiche o cronachistiche. I cambiamenti climatici, la globalizzazione di uomini e merci, la moltiplicazione dei trasporti hanno cambiato la nostra vita in maniera irreversibile. Dobbiamo abituarci a vivere consapevoli in una realtà che si sta sempre più modificando, e che con mille cose positive porta con sé anche aspetti certamente indesiderabili.