i corsivi
Gli esodi d'agosto ci ripropongono il problema, in tutta la sua evidenza, della sicurezza su strade ed autostrade. Un problema purtroppo ancora lontano dall'essere risolto.
Da pochi giorni è entrato in vigore il decreto del Governo che inasprisce le norme di sicurezza e intensifica i controlli. E' un provvedimento giusto, importante: troppi incidenti si verificano perché chi è al volante supera i limiti di velocità, parla al telefonino o si trova in stato di alterazione psico-fisica.
Ma la domanda è: possiamo delegare interamente la sicurezza sulle strade ai soli - per quanto assolutamente necessari - provvedimenti sanzionatori? Io credo di no, perché ci sono almeno altri due fronti sui quali occorre impegnarsi a fondo.
Migliorare la qualità delle strade, da un lato, e sensibilizzare ed educare gli utenti della strada dall'altro. Come Regione Emilia-Romagna da tempo stiamo investendo risorse importanti per migliorare la qualità delle nostre strade, anche se resta molto da fare e diversi sono gli Enti che intervengono in questo campo. Ma stiamo anche lavorando, con l'Osservatorio regionale per l'educazione stradale e la sicurezza, per far sì che si affermi una cultura della sicurezza stradale. Per far sì che i nostri giovani siano più preparati alla guida, più consapevoli del rischio sulle strade. Siamo orgogliosi del fatto che in un decennio oltre 500 mila giovani siano stati coinvolti in progetti di educazione stradale. E' un risultato importante che abbiamo raggiunto collaborando con le autoscuole, con le forze di vigilanza e di polizia, con le scuole. Un impegno complessivo, nel quale tutti ci dobbiamo sentire impegnati.
Certo, si può sempre fare di più. Ma anche questo ci sembra un modo serio per dare davvero un contributo concreto al raggiungimento dell'obbiettivo posto dall'Unione europea - che ora ci sembra drammaticamente lontano - di ridurre del 50% entro il 2010 gli incidenti e le vittime sulla strada.