i corsivi
Ci sono eventi la cui memoria attraversa generazioni. La strage della stazione di Bologna è uno di questi, che rivive attraverso le immagini d'allora e attraverso le manifestazioni e le parole di oggi, non retoriche. A 27 anni di distanza da quel 2 agosto 1980 sappiamo bene quante cose sono cambiate e per questo penso si senta più acuto il bisogno di recuperare anche qualcosa della risposta originale e nuova che la città diede nelle prime commemorazioni.
Mi riferisco ad esempio alla Bologna emozionata davanti alla Lectura Dantis di Carmelo Bene, che viene riproposta in un filmato originale quest'anno. Oppure alla Bologna che celebrò il proprio Inno alla vita invitando giovani da tutta Europa per un evento musicale che durò più giornate. Eventi cui sono seguite numerose e qualificate esperienze negli anni seguenti. Cultura, gioventù, futuro.
E' merito prima di tutto dell'Associazione familiari delle vittime, e poi delle Istituzioni locali, se questi sono i messaggi fondamentali delle celebrazioni del 2 agosto e se, ancora oggi, l'impegno è rivolto ad un sereno svolgimento della manifestazione davanti alla Stazione. Penso che l'Appello, rivolto in tal senso in questi giorni dal Presidente della Associazione dei familiari delle vittime, sia giusto.
Come penso possa essere utile, nella prospettiva delle prossime celebrazioni, promuovere proposte nuove, idee, eventi capaci di interpretare sempre meglio i valori che vogliamo trasmettere: la partecipazione, lo stare insieme, la democrazia.
Sono convinto che, a partire dall'impegno della Associazione dei familiari delle vittime, sarà possibile sviluppare nuove idee e nuove proposte in questa direzione.