i corsivi
Leggo con preoccupazione la notizia dell'annullamento, da parte dei giudici di pace di Napoli, di alcune multe per guida senza casco, a fronte di certificati medici che indicavano la causa di tale comportamento, al momento del fatto, nella depressione o nello stress dei conducenti.
Credo non sia giusto entrare nel merito di una sentenza, ma penso che l'esperienza della Regione Emilia-Romagna, in quest'ambito, possa essere utile per analizzare questo aspetto della sicurezza stradale. Come Regione abbiamo sempre sostenuto la necessità di una guida, di qualunque mezzo, nella piena efficienza psico-fisica, per la sicurezza propria e degli altri. E, nel caso delle due ruote, ciò coincide con l'obbligo di indossare il casco. Sempre.
Per questo, già dal 1983, la Regione Emilia-Romagna ha sostenuto l'uso del casco per tutti gli utenti delle due ruote. Per anni, attraverso il nostro Osservatorio per la sicurezza stradale, abbiamo diffuso informazione e promosso sensibilizzazione su questo tema, a partire dalle scuole e quindi dai più giovani.
I risultati danno ragione a quanti, come noi, sostengono questa necessità: una ricerca fatta in alcuni importanti presidi ospedalieri italiani, durante il primo anno dopo l'entrata in vigore della legge che ha sancito l'obbligo della guida con casco, ha segnalato un notevole calo della mortalità e una diminuzione di due terzi dei traumi cranici.
Sostenere che ci possano essere situazioni in cui il casco non è obbligatorio, è diseducativo: non vorremmo diventasse un alibi per usare meno questo strumento di protezione. Un atteggiamento rigoroso sulla sicurezza stradale, e di piena coscienza dei rischi, è fondamentale: penso alle stragi del sabato sera, che rimangono purtroppo sempre di drammatica attualità.