i corsivi
La visita, nei giorni scorsi a Bologna, del premio Nobel per la pace Muhammad Yunus, l'ideatore del microcredito, ha portato il nostro interesse su questo sistema di piccoli prestiti destinati ad imprenditori dei paesi poveri, sopratutto donne, che non hanno le garanzie richieste dalle banche tradizionali. Una modalità, quella del microcredito, prevista - voglio ricordare - in buona parte dei progetti di cooperazione internazionale della nostra Regione.
Che cosa insegna a noi, cittadini del mondo ricco, questo economista che ha inaugurato l'attività di banchiere prestando 27 dollari a un gruppo di donne di un villaggio del suo Paese, il Bangladesh? Che spesso le teorie economiche sono lontane dalla realtà, che il nostro è solo un punto di vista e forse nemmeno quello più giusto, anzi. Che ci sono tante e diverse possibilità di fare economia e di promuovere uno sviluppo più equilibrato, più solidale, più vicino alle esigenze dei popoli, anche del nostro. Aggiungo: più rispettoso dell'ambiente e delle risorse naturali.
Come si vede, sono temi di straordinaria attualità e rilevanza per tutti. Perché dietro le teorie e le pratiche economiche ci sono idee diverse di mondo, di società, di relazioni tra persone, di diritti, di libertà. In Emilia-Romagna facciamo i conti quotidianamente con l'insegnamento di Yunus, nello sforzo di coniugare benessere economico e crescita sociale, equità e innovazione. Solidarietà, qualità del lavoro, diritti delle persone, promozione sociale e integrazione sono i nostri fattori di sviluppo. Noi ci crediamo.