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Regionali al 2006: una proposta irricevibile

La proposta del centrodestra di spostare le elezioni regionali dal 2005 al 2006, per accorparle in un "suggestivo" Election Day, potrebbe essere semplicemente una boutade, una provocazione lanciata per testarne l'effetto. Ma quando l'ipotesi viene presentata da un ministro, si può supporre che dietro essa si nasconda la reale volontà di perseguire una strada, magari con una legge ordinaria.
Rispetto a questa proposta io dico che si tratta di un'ipotesi assolutamente irricevibile. Per tanti motivi, due in particolare. Il primo è che bisogna rispettare il patto stretto con i cittadini al momento delle elezioni. Chi ha votato, qualunque sia la scelta che abbia fatto, sapeva e voleva assegnare al proprio candidato un mandato quinquennale. Sarebbe una lesione molto grave, modificare in corso la durata delle assemblee elettive. Non si terrebbe in alcun conto la sovranità popolare. Il secondo motivo è dettato dalla sua palese incostituzionalità, anche per il fatto che contraddice l'autonomia delle Regioni ed il loro ruolo, soprattutto dopo la riforma federalista del Titolo V.
E' evidente come si tratti di una strada sbagliata, di una proposta non tesa ad affrontare e dare equilibrio al sistema. Tutto lascia immaginare che sia ispirata dalla paura del giudizio degli elettori. Se ciò accadesse, ci opporremmo con tutti gli strumenti messi a disposizione dalla democrazia, per rispetto dei cittadini e della Costituzione.
firma di Vasco Errani

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