Giunta Regionale - Servizio Stampa ed InformazioneAttività Produttive - Sviluppo economico - Piano telematico2005-04-01-00:00Campagnoli su Manifattura TabacchiMANIFATTURA TABACCHI. CAMPAGNOLI: IL MINISTERO DELL’ECONOMIA NON HA ACCOLTO LA RICHIESTA DELLA BAT DI AUTORIZZAZIONE PER LA DISMISSIONE DELL’ATTIVITA’ NELLO STABILIMENTO DI BOLOGNA.226/2005(Bologna,1 aprile 2005) - "In relazione all’esposto inviato tempo fa al Ministero dell’Economia relativamente alla situazione della Manifattura Tabacchi di Bologna - ha dichiarato l'assessore regionale alle attività produttive Duccio Campagnoli - ho ricevuto formale informazione dagli uffici competenti del Ministero che non è stata accolta la richiesta di autorizzazione, inoltrata a suo tempo dalla BAT per la variazione del piano industriale e che indicava tra l’altro la scelta di dismissione dell’impegno dell’attività BAT nello stabilimento di Bologna. Tale decisione è già stata comunicata dal Ministero alla BAT.
Avremo modo di conoscere compiutamente tale pronunciamento ma da quel che ho inteso l’esame delle richieste della BAT ha concluso che non sussistono le condizioni per tale autorizzazione perché risulterebbero violati gli impegni sottoscritti dalla BAT con il contratto di acquisto secondo il quale doveva essere assicurata sia la salvaguardia della occupazione sia la attuazione del piano industriale allegato allo stesso contratto.”
“Dunque - ha commentato Campagnoli - la denuncia fatta dalla Regione e dagli Enti locali al Governo e al Parlamento della illegittimità delle scelte della BAT trova una piena conferma. Evidentemente viene riaffermato il grande rilievo del fatto che il piano industriale presentato da BAT ha rappresentato come è scritto nelle carte e come noi abbiamo sottolineato nel nostro esposto, parte integrante dell’offerta vincolante con la quale la BAT si è aggiudicata in una procedura di evidenza pubblica l’acquisto di ETI. La pretesa di BAT di far seguire alla maxi offerta per 2,3 milioni di euro con la quale ha superato tutti gli altri concorrenti una maxi dismissione di attività risulterebbe un aggiramento e una violazione degli impegni contratti non solo verso i lavoratori e i sindacati bolognesi ma anche verso le procedure di vendita alla quale ha partecipato e verso il mercato.”
“Questo pronunciamento - conclude Campagnoli - può essere quindi di grande valore anche generale facendo valere in un processo di privatizzazione molto significativo e verso un grande gruppo multinazionale le regole e gli impegni sottoscritti non solo sul piano finanziario ma anche sul piano industriale e occupazionale. Naturalmente ora ci auguriamo che BAT rispetti questi pronunciamenti.”