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Giunta Regionale - Servizio Stampa ed InformazioneAgricoltura2006-01-03-18:18Zuccherifici, Rabboni incontra le rappresentanze dei lavoratoriCRISI DEL SETTORE BIETICOLO-SACCARIFERO, LA REGIONE INCONTRA LE RAPPRESENTANZE SINDACALI. L’ASSESSORE RABBONI: “OCCORRONO INTERVENTI RAPIDI E CONCRETI DA PARTE DEL GOVERNO, PERCHÈ IL DECRETO LEGGE APPROVATO NEI GIORNI SCORSI NON AFFRONTA IN MODO ADEGUATO I PROBLEMI DEL SETTORE”2/2006(Bologna, 3 gennaio 2006) - Un appello alla coesione tra Istituzioni e componenti della filiera del settore bieticolo-saccarifero per affrontare l’attuale fase di crisi del settore.
Lo ha lanciato oggi Tiberio Rabboni, Assessore regionale all’agricoltura, incontrando le rappresentanze sindacali unitarie dei 9 zuccherifici dell'Emilia-Romagna.
“Solo lavorando insieme – ha detto Rabboni – possiamo affrontare la crisi di un settore che è stato pesantemente ridimensionato dalla recente riforma dell’organizzazione comune di mercato approvata dall’Unione europea”.
“In un quadro che giudichiamo particolarmente preoccupante – ha sostenuto Rabboni – il Governo continua a non dare le certezze necessarie. Anche il decreto legge approvato a fine anno, e dedicato in gran parte alle problematiche del settore bieticolo-saccarifero, non scioglie molti dei nodi che sono sul tappeto”.
Il provvedimento, non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, si limita a fissare una serie di scadenze temporali e ad individuare i soggetti (Comitato interministeriale, imprese saccarifere ed AGEA) chiamati a svolgere una serie di azioni per fronteggiare la crisi del settore.
Rispetto all’obiettivo di salvare almeno 6 dei 19 zuccherifici che oggi operano in Italia, secondo quanto dettato dal provvedimento europeo, Rabboni elenca le misure attese.
“In primo luogo occorre che il Governo stanzi i 65 milioni di euro all’anno per il prossimo quinquennio, autorizzati a livello comunitario, da erogare sotto forma di aiuti di Stato. In secondo luogo occorre sostenere non solo la riconversione degli impianti, ma anche applicare la defiscalizzazione sulle produzioni bio-energetiche che sostituiranno quelle saccarifere, in modo tale da renderle competitive sul mercato. In terzo luogo è necessario avviare una trattativa a livello europeo per evitare che il surplus di produzione di zucchero che si è registrato in questi ultimi anni vada in detrazione, in quantità significative, rispetto alla produzione che verrà autorizzata nel 2006. Tutto ciò deve essere fatto con un coinvolgimento diretto delle Regioni e delle parti sociali, che il decreto legge invece ignora, anche rispetto alla necessità di attivare gli ammortizzatori sociali necessari per limitare gli effetti della crisi sui lavoratori del settore bieticolo-saccarifero e dell’indotto ad esso collegato”
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, che da sola rappresenta il 60% della produzione bieticolo-saccarifera italiana, la Regione è orientata a salvaguardare le strutture di produzione che operano nei bacini nei quali è più alta e conveniente la qualità della produzione.
“Candidiamo l’Emilia-Romagna – ha spiegato l’Assessore Rabboni – ad ospitare 4 impianti con elevata capacità produttiva nei 3 bacini che hanno le migliori condizioni per la produzione bieticolo – saccarifera, rispondendo così anche ad un criterio di tipo economico e territoriale: l’Emilia, la Romagna e il ferrarese. Non è accettabile che in queste due realtà, la Romagna e il ferrarese, la produzione saccarifera venga completamente azzerata".
Nei prossimi giorni, ha annunciato l’Assessore, questi temi saranno al centro di un incontro richiesto dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno.


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