
Costituire un "network" di Regioni per realizzare progetti di
cooperazione decentrata in campo idrico a favore dei paesi poveri per
raddoppiare entro il 2007 le risorse attualmente stanziate singolarmente.
E' l'impegno della conferenza Internazionale "Water for life and
peace " che si � svolta il 24 e 25 ottobre, per iniziativa della
Regione Emilia-Romagna e dell'organizzazione non governativa ambientalista Green
Cross International.
La proposta, lanciata nei mesi scorsi dal presidente dell'Emilia-Romagna Vasco
Errani insieme al fondatore di Green Cross Mikhail Gorbaciov, ha ottenuto anche
l'adesione del presidente del Piemonte e presidente di turno della Conferenza
dei Presidenti di Regione Enzo Ghigo che la porr� all'ordine del giorno della
Conferenza nel prossimo mese di ottobre. Ma l'obiettivo - come ha sottolineato
lo stesso Ghigo - � di estendere questa alleanza anche ad altre Regioni
europee.
Errani, ricordando gli insuccessi di Kyoto e di Evian, ha sottolineato come
"purtroppo a livello internazionale non si riesca ad andare oltre alle
affermazioni di principio. Noi vogliamo dimostrare che se esiste la volont�
politica � possibile fare qualche cosa di concreto e di importante, senza
continuare a delegare ai grandi, pur senza pretendere di sostituirci ad
essi".
La strada indicata da Errani e sulla quale si sono confrontati anche gli altri
amministratori presenti alla conferenza - dal presidente della Basilicata
Filippo Bubbico, al presidente della Regione di Aragona Marcelino Iglesias Ricu,
a Stefano Cimicchi sindaco di Orvieto e vicepresidente dell'Anci - passa
attraverso il rapporto stretto tra le istituzioni locali - comuni, province e
regioni - il mondo delle ong e del volontariato e gli stessi paesi in via di
sviluppo. Anche perch� l'esperienza ha dimostrato che un progetto riesce bene
quanto pi� � partecipato, condiviso e rispettose delle culture locali.
In Emilia-Romagna, ma anche nelle altre Regioni italiane - ha ricordato ancora
Errani - esistono gi� numerose esperienze interessanti in questo senso che
potrebbero essere ulteriormente estese e potenziate, concentrando gli sforzi su
obiettivi comuni e cercando di "fare massa critica".
Con l'auspicio che anche dall'Europa possa arrivare un contributo importante e
tenendo ben saldo il principio dell'acqua come diritto primario e bene pubblico.
"La natura di bene pubblico dell'acqua - ha detto Errani - � un principio
inderogabile. Affermato a chiare lettere nella legislazione italiana, esso �
invece insidiato nei paesi poveri dallo stato di necessit� che apre le porte a
processi di privatizzazione incontrollata che precludono l'uso equo di tale
risorsa". Le cifre parlano chiaro: nel mondo 1 miliardo e 200 milioni di
persone vivono senza accesso all'acqua potabile, 2 miliardi e 400 milioni sono
prive delle pi� elementari condizioni igieniche e 10 mila muoiono ogni giorno a
causa della mancanza di acqua.
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