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 Attualità >Terrorismo, dichiarazione congiunta Errani e segretari regionali di Cgil-Cisl-Uil





A seguito dei gravissimi atti terroristici e dei numerosi episodi di intimidazione di cui sono state fatte segno persone, sedi sindacali e politiche dell�Emilia-Romagna, il presidente Vasco Errani, ed i segretari regionali di Cgil, Danilo Barbi, Cisl, Franco Richeldi e Uil, Denis Merloni, hanno emesso una dichiarazione congiunta. I rappresentanti istituzionali e sindacali richiederanno un incontro con il nuovo prefetto di Bologna.

�La naturale dialettica fra le forze politiche e sociali viene periodicamente attaccata duramente da gruppi terroristici che arrivano a praticare l�assassinio considerandolo parte integrante della loro strategia politica.
Il loro disegno politico � stato sconfitto definitivamente sia sul piano morale che politico dalla mobilitazione dell�intero Paese. Eppure continuano a operare gruppi in grado di colpire le persone e di condizionare la dialettica democratica.
Oltre ai fenomeni di lotta armata destano la nostra preoccupazione i numerosi casi di propaganda eversiva e di intimidazioni.
La condanna di tutte le forze politiche , istituzionali e sociali � sempre stata unanime e senza ambiguit�, eppure non sfugge a nessuno il fatto che si verifichi un aumento di aggressivit� da parte di questi gruppi proprio in occasione dell�inasprirsi del confronto sociale.
Questa dichiarazione congiunta della Giunta regionale dell�Emilia-Romagna e delle Segreterie regionali di Cgil-Cisl-Uil si inserisce in tale contesto.
Si tratta di ribadire per l�ennesima volta due princ�pi irrinunciabili e non mediabili: il primo � quello di non riconoscere nessuna continuit� n� politica n� organizzativa fra la dialettica politica e sociale, anche se molto aspra, e il terrorismo; il secondo � la conferma del rispetto assoluto dell�integrit� della persona umana e della salvaguardia della libert� di espressione.
La condivisione di tali princ�pi rappresenta di conseguenza l�assunzione di un impegno affinch� essi vengano assunti e fatti rispettare in ogni occasione.
Occorre anche un rinnovato senso di responsabilit� da parte di tutti i protagonisti della dialettica sociale affinch� il riconoscimento reciproco della legittimit� e della buona fede che sostengono le rispettive posizioni rappresenti non solo un fatto del tutto scontato, ma un elemento che pu� contribuire ad una sintesi pi� avanzata e pi� utile alla tutela delle persone che si debbono rappresentare.
Sulla base di tali profonde convinzioni si esprime la pi� ferma condanna rispetto ai numerosi casi di intimidazione, di violenza verbale e, soprattutto, fisica, di oltraggio alle persone e alle sedi delle organizzazioni sindacali (specialmente nei confronti della Cisl) e dei partiti politici che si sono verificati negli ultimi tempi.
L�Emilia-Romagna � una regione in cui la passione politica e la partecipazione alle forme associate ha reso pi� forte e coeso il nostro tessuto sociale.
La nostra regione � stata anche colpita molto duramente dal terrorismo nelle sue diverse articolazioni, ed � perci� che sentiamo in modo particolare l�esigenza di salvaguardare un contesto caratterizzato dalla massima tolleranza e disponibilit� al dialogo.
Questa dichiarazione congiunta fa proprie le analisi e le preoccupazioni espresse recentemente in Parlamento dal ministro dell�Interno Pisanu, con particolare riferimento alla necessit� di intensificare la vigilanza e l�azione della Magistratura e delle forze di Polizia per assicurare alla giustizia gli autori degli omicidi D�Antona e Biagi e per contrastare il rischio del riformarsi di cellule terroristiche.
Analoga condivisione viene espressa rispetto ai contenuti e alle iniziative del Documento unitario delle Segreterie Cgil-Cisl-Uil dello scorso 17 giugno.
Al fine di testimoniare il comune impegno sugli obiettivi sopra richiamati e per sollecitare una costante vigilanza sul territorio, la Giunta regionale dell�Emilia-Romagna e le Segreterie regionali di Cgil-Cisl-Uil chiederanno un incontro congiunto col nuovo prefetto di Bologna, dottor Vincenzo Grimaldi�.
















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