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Una regione capace
di sollecitare e allargare gli spazi di
partecipazione democratica, il cui sistema di
governo si fondi sulla collaborazione tra enti
locali e cittadini e che sappia ridare forza
ai grandi valori della solidariet� e della
coesione sociale.
Sono
i punti pi� importanti di quella che il
presidente Vasco Errani ha definito la
�carta della nuova Regione�.
Errani � intervenuto oggi nel corso della
seduta del Consiglio regionale dedicata alla
discussione sul nuovo Statuto che, una volta
approvato, rappresenter� la Carta
fondamentale dell�Emilia-Romagna. Una
discussione che prende le mosse dal lavoro
della commissione consiliare, che in autunno
inizier� la stesura del nuovo Statuto.
�Un lavoro cominciato bene, che ha coinvolto
tutta la realt� regionale e ha saputo
accogliere molti contributi� ha detto il
presidente della Regione, giudicando positiva
la scelta di non rinviare l�elaborazione
dello Statuto nonostante �uno scenario
nazionale in movimento, complicato e anche
contraddittorio�.
Richiamando le varie ipotesi di decentramento
in campo (�io sono per un federalismo
solidale e cooperativo, che non allarghi le
differenze�) Errani ha voluto ribadire che
il nuovo Statuto non ha l�obiettivo di
costruire una piccola Repubblica: �I nostri
riferimenti sono la Costituzione e i Trattati
dell�Unione europea�. �Per� � ha
ribadito Errani � dobbiamo allargare la vita
democratica, studiare nuovi strumenti di
partecipazione diretta dei cittadini e delle
loro rappresentanze. E� un problema che
hanno tutte le democrazie europee e anche a
noi, che siamo una delle Regioni pi�
avanzate, spetta il compito di risolverlo. I
cittadini devono essere innanzitutto informati
e, in secondo luogo, messi nelle condizioni di
dialogare con l�istituzione regionale, di
intervenire direttamente nelle grandi scelte
che compiamo�.
Quanto alla divisione delle competenze tra
Giunta e Consiglio, Errani ha sottolineato
l�esigenza �di definire un equilibrio
nuovo tra l�elezione diretta del presidente,
che va confermata, e un ruolo rafforzato
dell�assemblea legislativa. Una scelta
giusta e necessaria, anche alla luce della
riforma del Titolo V della Costituzione che
delega alle Regioni nuove e pi� importanti
competenze�.
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