
"Il ricorso del Governo contro la legge regionale dell�Emilia-Romagna sulla
scuola e la formazione non appare in nulla un atto giuridico a tutela
dell�integrit� della Costituzione e dell�interesse nazionale, che a noi stanno a
cuore sopra ogni cosa. Appare, al contrario, un giudizio politico di merito che
esula dalla funzioni costituzionali del Governo".
�' il commento del presidente
della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, sul ricorso del governo contro la
legge regionale sulla scuola. "Infatti - prosegue Errani -, gli articoli di
legge oggetto di impugnazione sono molti e riguardano materie nelle quali
l�attivit� della nostra Regione, come di molte altre, � praticata e consolidata
gi� da tempo: mi basti ricordare la scuola dell�infanzia, l�educazione degli
adulti e la programmazione della rete scolastica. La visione istituzionale che
emerge con tutta evidenza dalle due pagine del Governo � chiara: non si vuole
riconoscere la realt� operante del Titolo V della Costituzione e nei fatti si
profila addirittura il ritorno alla situazione esistente prima dei decreti
Bassanini. Insomma sembrerebbe che la Regione e gli Enti locali debbano tornare
ad avere solo un ruolo residuale e marginale. E� una cosa incomprensibile,
considerato che scuola e formazione sono risorse fondamentali per tutti, a
cominciare dalle realt� territoriali. Tutto ci� mentre una delle Camere del
Parlamento ha di recente approvato un testo che "devolve" le competenze, in
materia di istruzione, alle Regioni stesse, testo che peraltro riteniamo privo
del necessario equilibrio". "Ancora una volta - conclude Errani -, si fa
confusione, e c�� una reazione di segno centralista che rappresenta un danno
certo per il Paese. Per quanto ci riguarda sosterremo con serenit� e
determinazione le nostre buone ragioni di fronte alla Corte costituzionale".
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