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�Questa controriforma umilia la scuola e
quanti credono in essa e nell'autonomia
scolastica come strumenti di crescita civile,
culturale e democratica di uno Stato.
E�
una controriforma che ripropone sperequazioni
sociali e che mette in pericolo la centralit�
della scuola pubblica. D� alle Regioni ci�
che non debbono avere (una quota dei programmi
scolastici nazionali) e al tempo stesso toglie
ci� che � loro costituzionalmente garantito
(la formazione). Per questo sono contrario, e
non posso escludere il ricorso alla Corte
costituzionale�.
Con questa parole il presidente della Regione
Emilia-Romagna Vasco Errani ha commentato oggi
il disegno di legge delega licenziato dal
Consiglio dei Ministri sulla scuola.
Tra gli aspetti che Errani considera pi�
gravi vi � la precoce e netta divisione tra
sistema dei licei e sistema della istruzione e
formazione professionale, con la creazione,
nei fatti, di due scuole separate: quella di
chi continuer� a studiare e quella di chi
precocemente � destinato al mondo del lavoro.
Allo stesso modo il presidente
dell�Emilia-Romagna giudica
�inaccettabile� la previsione di programmi
scolastici lasciati alla decisione delle
Regioni, cos� che un ragazzo siciliano e uno
lombardo si troveranno probabilmente a
studiare cose diverse.
Vi � infine una questione di metodo. �Il
presidente del Consiglio � ha commentato
Errani- parla di una riforma condivisa. Mi
domando con chi: non certo con le Regioni�.
�D�altra parte, lo stesso strumento della
legge delega la dice lunga sulla reale volont�
di questo Governo di confrontarsi con le
istituzioni e con la societ� civile su un
tema cos� delicato e importante�.
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