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La Giunta regionale si costituir� davanti alla Corte Costituzionale a difesa
della legge regionale n. 16 del 2002 ("Norme per il recupero degli edifici
storico artistici e la promozione della qualit� architettonica e paesaggistica
del territorio"), recentemente impugnata dal Governo.
La Giunta ritiene infatti
�del tutto infondate� le motivazioni del ricorso, �sia dal punto di vista
tecnico-giuridico che culturale e scientifico�. �Il Governo mette in
discussione � dichiara il presidente della Regione, Vasco Errani � norme che la
Regione applica gi� da anni, sulla base di due precedenti provvedimenti
legislativi. Ancora una volta, dunque, emerge una logica iper-centralista, che
in pochi mesi ha visto il Governo presentare ben 45 ricorsi contro le Regioni.
Con questo nuovo ricorso, che rivendica allo Stato la competenza esclusiva per
le opere di recupero e valorizzazione dei beni culturali, si vuole escludere
ogni intervento non solo della Regione, ma anche degli Enti locali, in tale
campo. Gli effetti sul governo del territorio sarebbero dirompenti�. La legge
16/2002, approvata il 10 luglio dal Consiglio regionale, interviene su una
materia precedentemente regolata dalle leggi regionali 6/89, per gli interventi
di recupero e riqualificazione, e 19/98, sulla riqualificazione urbana. Si
tratta di leggi che hanno prodotto indubbi effetti positivi, contribuendo a
sviluppare la cultura del recupero e a svolgere una capillare azione di
valorizzazione del territorio. �Nel corso di dodici anni di attuazione della
LR 6/89 � osserva l�assessore alla Programmazione territoriale e
Riqualificazione urbana, Pier Antonio Rivola � la Regione ha erogato oltre 50
milioni di euro di contributi per finanziare interventi con le stesse
caratteristiche di quelli previsti dalla nuova legge: tra questi restauri di
immobili pubblici e privati, piani di recupero per la riqualificazione di spazi
pubblici, aree dismesse e isolati residenziali; tutto questo nell'assoluto
rispetto delle competenze statali in materia, ed anche attraverso convenzioni
sottoscritte dalle Soprintendenze. Lo stesso vale per l'attuazione della LR
19/98 sulla riqualificazione urbana, con la quale sono state finanziate, per
circa 75 milioni di euro, importanti trasformazioni urbanistiche in zone
caratterizzate dalla presenza di edifici di archeologia industriale,
rapportandosi costantemente con la Soprintendenza regionale ai Beni
architettonici e al paesaggio. Stupisce questa totale chiusura ad ogni
collaborazione fra tutti i livelli istituzionali per la tutela del nostro
patrimonio�. Con la legge 16/2002 la Regione si accinge a promuovere un
programma di interventi nei centri storici per il recupero del patrimonio
edilizio di valore storico artistico e per il miglioramento della qualit�
architettonica delle nostre citt�. Riorganizzando l�intera materia, il
provvedimento si propone infatti di rilanciare un vasto programma di recupero e
riqualificazione, prevedendo anche la possibilit� di eliminare le cosiddette
�opere incongrue�, ovvero quei �mostri� edilizi che deturpano il territorio.
Nel ricorso viene fra l�altro contestato che l'Amministrazione comunale
possa richiedere ai proprietari interventi urgenti di manutenzione degli
immobili per mantenere il decoro delle nostre citt�, dimenticando che gli
interventi sul territorio sono prerogativa degli Enti locali. �Sono decenni �
osserva Rivola � che i Comuni hanno competenza in materia di tutela del proprio
patrimonio storico architettonico, ancor prima della nascita delle Regioni. Di
questo passo si verrebbero a mettere in discussione anche i poteri di
pianificazione urbanistica e di controllo dell'attivit� edilizia�. �Ancora
una volta � sottolinea l'assessore Rivola � il Governo dimostra di eludere le
novit� istituzionali e culturali, di fatto rendendosi complice di chi vuole il
degrado dei centri storici e preferisce svendere il patrimonio culturale della
nostra Nazione per favorire iniziative che stravolgono il territorio. Non
intendiamo aderire a questa politica. La Giunta ha quindi deciso di costituirsi
davanti alla Corte Costituzionale e di dare attuazione alla legge impugnata,
sicuri che la Corte aderir� alle tesi regionali�.
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