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 Attualità > LA COMMEDIA DEL GOVERNO SUL REFERENDUM FEDERALISTA





Berlusconi, faccia il suo dovere, dia ai cittadini l'informazione necessaria su questo appuntamento elettorale...
intervento pubblicato sull'Unit� del 25/08/01

Sul referendum federalista stiamo assistendo ad una curiosa commedia interpretata esclusivamente da ministri ed esponenti della maggioranza dove ognuno recita confusamente una parte � per il s�, per il no, per l�astensione � senza la consapevolezza che si tratta di scelte che riguardano da vicino il futuro del Paese. C�� un ministro che assicura che tutto � pronto ma quando noi chiediamo di vedere le carte e di cominciare a discuterle, il falso efficientismo del "ci pensiamo noi" svanisce e i giocatori si presentano sempre a mani vuote. C�� un presidente del Consiglio che in cento giorni vuole cambiare l�Italia ma poi in undici settimane non trova il tempo per spiegare alle Regioni il progetto di riforma federalista che Bossi dice abbia firmato una sera a cena, sullo sfondo di un coro assordante di annunci, proclami elettorali, battute (l�ultima? Apprendiamo da esponenti della maggioranza che il ministero della sanit�, dopo essere stato rafforzato con un decreto, sar� ridimensionato a coordinamento centrale. E� la solita confusione!).

A questo governo chiedo ora di fare il suo dovere, che � quello di garantire l�informazione ai cittadini su un importante appuntamento elettorale. Perch� l�unico fatto certo tra tanta baraonda � che il 7 ottobre i cittadini voteranno per confermare o per bocciare una legge che riorganizza lo Stato sulla base di un�idea vera di federalismo. L�idea che il federalismo � un modo pi� efficace e pi� efficiente di amministrare la cosa pubblica, che avvicina il governo alla gente. Il contrario della logica del fai-da-te, che premia chi � gi� forte e schiaccia chi � debole, che promuove disparit� creando notevoli danni dal punto di vista economico e sociale. Quella legge, che io mi auguro venga confermata, delega alle Regioni fette consistenti di autonomia decisionale ed organizzativa, in tema di ambiente, territorio, mobilit�, politiche industriali e dei servizi, formazione, cultura. Mentre la programmazione e l�organizzazione della sanit� sono gi� di competenza regionale. Per questo tanto pi� forte deve essere il "s�" che uscir� dalle urne del voto popolare il prossimo 7 ottobre.

Non sar� certamente una rivoluzione o l�inizio di un mondo nuovo, come dice Bossi del proprio progetto devolutivo. Ma con questo referendum confermativo di una riforma costituzionale, il primo nell�Italia repubblicana, si disegna concretamente un passaggio di fase verso un federalismo vero, solidale, che punta a rimotivare l�unit� del paese e il patto che lega i cittadini allo Stato.

La legge costituzionale che il referendum deve confermare � stata voluta � non a caso � prima di tutto dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni insieme, come passo avanti per tutte le autonomie. Ridistribuisce poteri e competenze verso il basso e prevede il federalismo fiscale. Ma l�assegnazione di nuovi poteri alle Regioni deve avvenire in un quadro di regole certe, che definiscano compiti, funzioni e responsabilit� dei vari pezzi di Stato. La legge approvata in primavera ha avviato quel processo che, dopo il 7 ottobre, andr� completato innanzitutto con l�istituzione della Camera federale al posto del Senato, la parallela diminuzione del numero dei parlamentari e una nuova forma di elezione dei giudici della Corte costituzionale.

Niente di tutto ci� risulta essere previsto, stando alle anticipazioni dei giornali, dalla devoluzione del centrodestra: n� la Camera delle Regioni, n� il federalismo fiscale, n� la riforma vera dei poteri, n� il fondo di riequilibrio. Al massimo trapela il desiderio di rompere l�unitariet� del sistema scolastico e di quello sanitario, a vantaggio non gi� della libert� ma dei soggetti e delle Regioni forti. Regioni forti che faranno quel che vogliono, al contrario delle Regioni deboli che faranno solo quel che possono. Insomma il federalismo fai-da-te, self service, una visione della forma dello Stato povera, egoistica e quindi pericolosa. Il contrario di ci� che serve al Paese.

Da qui nascono gli imbarazzi e i balbettii sul referendum confermativo del 7 ottobre: nascono da un patto non trasparente tra Lega e Casa delle libert� e dal bisogno di fare propaganda. Il centrodestra proclama il decentramento e l�autogoverno ma, basta guardare i primi cento giorni, concretamente li nega promuovendo un nuovo e forte centralismo.

















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