
Sull'esito del voto
referendario, il presidente della Regione
Emilia-Romagna Vasco Errani ha rilasciato la
seguente dichiarazione:
�Voglio ringraziare
tutti i cittadini dell�Emilia-Romagna, e
sono stati davvero tanti, che ieri hanno
scelto di andare a votare e di votare s�. Da
questa regione � venuto ancora una volta un
segnale di impegno civile e di rinnovamento,
che sono un patrimonio per la democrazia
italiana. Permettetemi di affermare che dalle
urne esce anche rafforzato il lavoro di tanti
amministratori locali, di Comuni Province e
Regioni, che hanno voluto fortemente la
riforma costituzionale dell�8 marzo scorso.
Ancora una volta hanno vinto le ragioni dei
cittadini, ancora una volta sono stati
sconfitti quei politici che invitavano ad
andare al mare e a disertare le urne. Neppure
il prolungato ostruzionismo informativo �
riuscito a nascondere il referendum.
L�esito del referendum confermativo non
lascia dubbi e non � possibile sminuirne il
valore e la portata. E� da questo voto che
deve ripartire il confronto politico. Il s�
ha raccolto, infatti, il favore di uno
schieramento trasversale che rafforza chi
vuole attuare nel nostro paese un federalismo
unitario e solidale. In particolare, proprio
fra i cittadini del Nord Italia si dimostra
superata la visione miope della
�devolution� intesa come separazione netta
di poteri, frammentazione dei diritti
fondamentali e, quindi, come indebolimento di
fatto dell�Italia, in un momento drammatico
per tutti. Gli elettori hanno detto s� al
cambiamento di una parte significativa della
Costituzione, che ora diviene operativo a
tutti gli effetti. Come abbiamo detto
esplicitamente prima del voto, � possibile
integrare la riforma con altre significative
modifiche, prima fra tutte il Senato federale.
E certo ci sar� molto da lavorare e discutere
sul rapporto tra stato centrale ed enti locali
federali, a partire dal tema delle entrate
fiscali.
Voglio assicurare che l�Emilia-Romagna, dopo
essere stata protagonista della costruzione
della legge e del voto che l�ha confermata
nella Costituzione, sar� protagonista anche
in una seconda fase del processo di
riforma�.
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