
E' pervenuto il parere della Commissione per i procedimenti referendari e
d'iniziativa popolare, chiamato ad esprimersi sul referendum abrogativo della
legge 10/99, previsto per il prossimo 18 novembre. Viste le modifiche apportate
dalla nuova legge regionale n. 26/2001, la Commissione ha ritenuto che il
referendum non debba avere luogo.
"Con la nuova legge, la Giunta e il Consiglio regionali hanno regolato in modo
innovativo il diritto allo studio, estendendo le opportunit� a tutti gli
studenti e affrontando nel merito le questioni sollevate con il referendum" � il
commento del presidente della Regione Vasco Errani, che esprime "soddisfazione
perch� la Commissione, nella sua autonomia, ha riconosciuto che la nuova legge
risponde positivamente ai quesiti referendari". Ora, secondo la procedura
prevista, il presidente Errani firmer� il decreto che, a norma di legge e
conformemente al parere della Commissione, dichiara decaduto il
referendum.
"La Commissione di esperti - ha aggiunto l'assessore alla scuola
Mariangela Bastico - riconosce la nostra volont� di cogliere le questioni
avanzate dalle istanze referendarie. In questo modo siamo riusciti a stabilire
un giusto e positivo rapporto tra i cittadini e le istituzioni rappresentative.
Questa valutazione della Commissione, dopo l'approvazione da parte del governo
ai primi di agosto, ci d� certezze sui contenuti della legge e ci permette di
procedere rapidamente all'approvazione delle norme applicative della legge
stessa. Ci� consentir� alle famiglie di poter contare sulle borse di studio, e
sugli altri servizi previsti, fin dalla prima parte dell'anno scolastico". Le norme applicative della nuova legge per il diritto allo studio
consisteranno in un piano triennale e in una delibera annuale, in accordo con le
autonomie locali.
Che cosa prevede la nuova legge approvata il 26 luglio
dal Consiglio regionale: 1) Borse di studio di pari importo per tutti gli
studenti emiliano-romagnoli, indipendentemente dal fatto che siano iscritti ad
un istituto pubblico o privato. Le uniche differenze saranno date dal reddito
famigliare e dall�ordine di scuola frequentata: elementari, medie o superiori.
2) Elevato il reddito massimo di riferimento, articolato in due fasce: la
prima fino a 30 e la seconda da 30 a 60 milioni, aumentabili in base al numero
dei componenti del reddito famigliare. Prima le due fasce di reddito previste
andavano fino ai 30 milioni e dai 30 ai 52. Gli importi massimi delle borse di
studio verranno stabiliti di anno in anno. In questo anno scolastico sono stati
i seguenti: 250 mila per gli studenti delle elementari, 500 mila per quelli
delle medie e 2 milioni per chi frequenta le scuole superiori. 3) La nuova
legge punta a semplificare gli adempimenti burocratici: le famiglie non dovranno
pi� documentare analiticamente le spese sostenute, ma limitarsi a presentare
un�autocertificazione sul reddito. Ci� permetter� agli studenti di ricevere le
borse di studio gi� all�inizio dell�anno scolastico. 4) Tutta la materia del
diritto allo studio viene completamente delegata alle Province. 5) Il primo
anno di applicazione della legge sar� il 2001-2002. Per rendere operative le
nuove norme saranno necessari altri due adempimenti, che definiranno tra l�altro
le risorse a disposizione: il Piano triennale di indirizzi, che dovr� essere
approvato dal Consiglio regionale, e una delibera di Giunta sulle modalit�
attuative. Nel precedente anno scolastico 2000-2001 sono stati stanziati 19
miliardi per assegni e borse di studio; 5 miliardi e 800 milioni per i libri di
testo, 18 miliardi e 500 milioni per servizi e progetti e 5 miliardi e 200
milioni per le scuole dell�infanzia. Per il 2001-2002 si prevede sicuramente una
crescita delle risorse per quanto riguarda le borse di studio. Si ricorda che
nell�anno scolastico appena concluso erano stati erogati assegni di studio a 21
mila studenti.
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