
L'Emilia-Romagna
imbocca la strada del federalismo solidale e
lancia la propria sfida costruttiva al governo
sulle regole e sulle risorse.
Lo strumento � una
nuova legge che riforma e riordina il sistema
regionale sulla base del nuovo Titolo V della
Costituzione, la sede del confronto con il
governo sar� invece la prossima discussione
sul Dpef e sulla Finanziaria 2003.
"Vogliamo, insieme a voi, costruire
concretamente il federalismo. Non possiamo
aspettare ancora. I cambiamenti in atto, nella
societ� e nell'economia, ci impongono di
trovare la dimensione di governo pi� adeguata
e giusta per dare risposte alle esigenze dei
cittadini e rendere pi� competitivo il nostro
sistema regionale". Il presidente Vasco
Errani si � rivolto cos� ai sindaci, agli
assessori e ai presidenti di Provincia
convocati oggi a Bologna dal Coordinamento
delle Autonomie Locali dell'Emilia-Romagna per
discutere sull'applicazione della riforma del
nuovo Titolo V della Costituzione. "Oggi
- ha detto Errani - non � possibile costruire
un sistema di governo federalista senza fare
chiarezza sul trasferimento delle risorse
finanziarie. Il federalismo fiscale non pu�
diventare una sommatoria di tasse e di
balzelli. Lo Stato � uno, per questo - ha
annunciato agli amministratori - chieder� al
governo di impegnarsi a trovare un'intesa
istituzionale sui trasferimenti e sul
federalismo fiscale, attraverso il Dpef, gi�
nella prossima Finanziaria".
L'incontro promosso oggi dal Caler ha preso le
mosse dalla volont� della Regione di
recepire, prima in Italia, la riforma del
Titolo V riorganizzando le competenze che la
Costituzione assegna alle Regioni e agli Enti
locali. "Una Regione di citt� e
territori" � lo slogan lanciato da
Errani e spiegato dall'assessore
all'innovazione amministrativa Luciano
Vandelli: "L'azione di governo oscilla
tra un centralismo forte e inedito e una
devoluzione che ha un segno chiaramente
negativo - ha spiegato l'assessore - Noi
abbiamo bisogno di un quadro certo di regole e
di competenze, nel quale ad un fortissimo
decentramento dallo Stato alle Regioni
corrisponda un altrettanto forte decentramento
ai Comuni e agli Enti locali. La nostra sar�
una iniziativa legislativa di principi chiari
e condivisi dal sistema delle Autonomie, che
fissa le funzioni e le competenze in sintonia
con il nuovo Titolo V della Costituzione, con
un ruolo forte del Consiglio regionale. Su
questo impianto, si innesteranno le altre
leggi alle quali stiamo lavorando: sulla
salute, sulla scuola e la formazione, sul
governo del territorio e l'ambiente, sulla
comunicazione e le professioni, sulla
sicurezza". Una legislazione, ha poi
aggiunto Errani riferendosi in particolare
alla formazione e alla sanit�, che sar�
"semplice, snella ma altrettanto netta
nei valori e nelle scelte del nostro modello.
Siamo un'istituzione, per questo la nostra non
sar� una legge-manifesto. Sar� la legge
giusta per governare questa regione".
L'impegno a promuovere una riforma federalista
e autonomista � stato condiviso anche dagli
amministratori presenti (tra gli altri sono
intervenuti i sindaci di Ferrara Gaetano
Sateriale, di Ravenna Vidmer Mercatali, di
Modena Giuliano Barbolini, i presidenti delle
Province di Bologna Vittorio Prodi e di Modena
Graziano Pattuzzi) che hanno apprezzato i
principi ispiratori della nuova iniziativa
legislativa regionale ("il nuovo Titolo V
presuppone che le istituzioni si
parlino"), cogliendo l'occasione per
rafforzare l'allarme-risorse ("senza
chiarezza sui trasferimenti andiamo verso il
collasso") e sollecitare "pi�
poteri chiari e meno leggi".
Errani, concludendo il dibattito, ha paventato
il rischio che "tra fughe in avanti e
immobilismo si affermi un nuovo centralismo di
segno diverso dal passato, che schiaccia
Comuni e Province". Da qui l'esigenza di
un'intesa istituzionale che avvii la riforma
fiscale e "impegni il governo ad
abbandonare la strada di un centralismo
primitivo, in cui ognuno cerca di confermare
il proprio pezzo di potere imboccando corsie
preferenziali per strappare di volta in volta
accordi con questo o quel ministero".
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