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La Conferenza dei
Presidenti delle Regioni ha allo studio un
accordo con la Fao per avviare insieme
iniziative contro la fame nel mondo.
Questo
in sintesi quanto annunciato da Vasco Errani -
presidente della Regione Emilia-Romagna e
vicepresidente in carica della stessa
Conferenza - durante l'incontro che si �
tenuto nei giorni scorsi a Bologna con Jacques
Diouf direttore generale della Fao.
Errani ha assicurato a Diouf il proprio
impegno "a sostenere tale progetto e a
far si che tra le Regioni italiane e la Fao si
instauri una stretta
collaborazione".
"Credo fermamente - ha infatti spiegato
Errani - nelle potenzialit� della
cooperazione decentrata. Regioni, Province e
Comuni possono fare molto per il sud del
mondo, lavorando con le popolazioni locali e
le Ong".
Di fronte alla grave battuta d'arresto segnata
dai governi nazionali alla conferenza di Kyoto
e a al vertice dei G8 di Evian, entrambi
dedicati al drammatico problema dell'accesso
alle risorse idriche, Errani ha sostenuto
dunque la necessit� di lavorare per una
"diplomazia dal basso, una diplomazia dei
governi locali, capaci di produrre esperienze
concrete e di migliorare in modo duraturo le
condizioni di vita delle persone".
"L'obiettivo che ci eravamo dati di
dimezzare da qui al 2015 il numero di persone
che soffrono la fame potr� essere raggiunto,
continuando come oggi, sono nel 2150" -
ha spiegato Diouf che ha denunciato la
mancanza di volont� politica e le risorse
calanti su scala mondiale. Per questo, anche
secondo il direttore generale della Fao, il
ruolo dei piccoli progetti locali pu� essere
fondamentale e l'organizzazione delle Nazioni
Unite sta lavorando in questa direzione.
La Regione Emilia-Romagna � da tempo
fortemente impegnata nel campo della
cooperazione internazionale a favore dei paesi
del sud del mondo. Attualmente destina a
questo settore 4 milioni di euro all'anno
grazie ai quali vengono realizzate iniziative
in Africa, Asia, America Latina e Balcani.
La strada scelta � quella di progetti con
bassi costi di gestione, intorno al 6%, in
grado di coinvolgere e responsabilizzare le
popolazioni locali, realizzati in
collaborazione con Enti locali e
organizzazioni non governative dell'Emilia-Romagna,
ma anche con altre Regioni, come Toscana,
Umbria e Marche.
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