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 Attualità > L'intervento di Errani a Montecitorio in occasione della visita delle scuole bolognesi





"La memoria della strage di Bologna. La democrazia e la forza della coscienza civile contro il terrorismo: dalla strage del 2 agosto all'assassinio del prof. Marco Biagi"

Signor Presidente della Camera, Sindaco, Signor Ministro, Autorit�, cari ragazzi, siamo qui per testimoniare il nostro impegno a non dimenticare, la nostra ferma resistenza al terrorismo e ad ogni forma di violenza.

E siamo qui per ribadire questo patto solidale che lega tra loro le istituzioni con i cittadini, con i giovani, con le associazioni delle vittime dei reati di terrorismo. La citt� di Bologna e l�Emilia-Romagna hanno qualcosa da dire e da ricordare. Anzitutto che il terrorismo degli anni Settanta e Ottanta, che cos� pesantemente colp� anche la nostra terra �(gli attentati ai treni, la strage della Stazione, la scia di sangue lasciata dalla banda della Uno Bianca)� � stata sconfitta con l�unit� delle istituzioni, delle forze sociali e politiche, dei cittadini. 

Una citt� intera, Bologna, una Regione intera. Abbiamo dato e diamo una prova concreta di quanto pu� fare un Paese contro la violenza, per isolare e sconfiggere i terroristi. Quanto pu� fare se coltiva in s� i valori della solidariet� umana, della libert�, dell�apertura coraggiosa al confronto di idee e di culture. Una grande lezione nazionale. Pi� che mai attuale. E del resto questa capacit� di governo allargato, questa capacit� di non essere prigionieri dei pregiudizi e di promuovere valori sociali, questa capacit� di elaborare innovazione� � era ed � uno dei bersagli del terrorismo. 

Questa � la risposta forte che bisogna dare. Guai se prevalessero interessi di parte e il rimpallo di responsabilit�. Guai a dividere. Dobbiamo affermarlo con forza: le diverse idee e la dialettica democratica, cos� come i movimenti nella societ�, rappresentano una risorsa fondamentale della democrazia, il sale della convivenza civile. Questa vitalit� del confronto e della nostra stessa democrazia � e resta la chiave per affrontare e sconfiggere ancora una volta la violenza, qualunque violenza. La risposta al terrorismo deve essere di tutti. Per questo non � consentita alcuna strumentalizzazione. 

Ed in particolare vorrei venisse anche da qui un segno di solidariet� al mondo del lavoro e delle rappresentanze sindacali, da sempre protagonisti nella lotta al terrorismo, che oggi sono oggetto di attacchi e gravi intimidazioni. Di fronte ad un nuovo terrorismo, che ha colpito il professor Massimo D�Antona e, a Bologna, il professor Marco Biagi, serve ancora una volta fermezza, unit�, senso delle istituzioni, salvaguardia dei valori fondamentali della democrazia e della convivenza civile. Diversamente che libert� possiamo consegnare a voi giovani, impegnati quest�anno sul valore della memoria e della democrazia, che protagonismo, che societ� vi consegneremmo� 

Dobbiamo investire sulle relazioni, sulle culture. Dare sempre pi� spessore e sostanza alla nostra libert�, alla nostra democrazia, alla coesione sociale. E in questo la scuola ha una funzione fondamentale, una scuola di tutti e per tutti, autonoma, creatrice di futuro. Questa speranza oggi deve essere il nostro messaggio. Un messaggio di vita, rivolto non solo ai pi� giovani ma al Paese intero. Alle forze dell�ordine e alla magistratura. A chi ha pagato i prezzi pi� alti. Ai familiari delle tante vittime della violenza. Certo, chi � a rischio va difeso, e su questo si deve fare di pi�. Pi� rigore, pi� seriet�, pi� amore per le istituzioni democratiche.
Cos� come i familiari hanno diritto al giusto sostegno, ed anche qui si pu� fare qualcosa subito: c�� un progetto unitario di taglio europeo, promosso dall�Osservatorio, che attende il via. Per sostenere le famiglie e promuovere una fiducia nuova in un domani libero dalla violenza e dal terrorismo. 

Signor Presidente della Camera, pu� essere certo che l�Emilia-Romagna, con tutte le altre Regioni, sar� ancora una volta protagonista di prima fila di questo impegno responsabile. Assolver� in ogni sede, il proprio compito di ferma difesa di una cultura istituzionale indisponibile alle logiche di schieramento. La propria vocazione a perseguire la verit� e la giustizia, a valorizzare la Costituzione. Questa regione e le comunit� che la costituiscono, protagoniste della Liberazione dal nazi-fascismo, sanno che con la violenza tutto si pu� perdere, con le regole, il confronto e il lavoro tutto si costruisce. 

E noi questo vogliamo fare, lavorando per il Paese. Sulle regole, sui principi, sui diritti essenziali. Sul rispetto delle persone, della dignit�, a cominciare da chi non la pensa come me, da chi ha un altro credo o colore o cultura. Insieme, contro chi vuole spezzare l�ordine democratico, contro chi uccide. Perch� �non ci facciamo terrorizzare�, come diceva il cartello di un cittadino, a Bologna, all�indomani dell�agguato al professor Marco Biagi del 19 marzo 2002. 

E Renato Zangheri, in una piazza Maggiore vibrante di rabbia e di emozione, il 6 agosto del 1980 disse: questa citt� non ha paura, � chiede giustizia, senza la quale sarebbe difficile salvare la Repubblica... Ecco il nostro compito. Garantire la democrazia e la libert� di questo Paese, beni mai acquisiti una volta per tutte, da conquistare quotidianamente. Dare strumenti e prospettive a questi giovani, che lo meritano. E giustamente vogliono un�Italia migliore di quella che vedono oggi. 
Grazie.

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