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Il Presidente della
Giunta regionale dell'Emilia-Romagna e Vice
presidente della Conferenza delle Regioni ha
rilasciato la seguente dichiarazione a
commento del provvedimento sulla devolution
approvato oggi dal Governo.
"Innanzitutto
prendo atto con rammarico che il Presidente
del Consiglio non ha mantenuto l'impegno che
si era assunto: non vi � stato, infatti, il
coinvolgimento preventivo delle Regioni su un
provvedimento che le riguarda in modo cos�
diretto e cos� impegnativo. Insomma, il
presunto atto di nascita della devolution
nasce sotto il segno del centralismo.
Purtroppo, non si pu� essere particolarmente
sorpresi, considerando il comportamento de
questi ultimi mesi.
Leggeremo con la dovuta attenzione il testo rinsecchito approvato oggi.
Francamente, poi, non capisco cosa si intenda per programmi regionali: � solo
propaganda o l�obiettivo � quello di frantumare la scuola? E ancora. Cosa
significa polizia locale? Che viene messa in discussione l�autorit� dei Comuni.
Oppure che esiste un diritto diversificato da regione a Regione? In ogni caso,
non ci siamo proprio. Quando un ministro della Repubblica Italiana afferma
che questa legge � uno scudo protettivo nei confronti dell�Europa, la cosa non
pu� che preoccupare non solo me, ma ritengo la stragrande maggioranza dei
cittadini di questo paese. Detto questo, le Regioni dovranno ora approfondire
fino in fondo il senso e gli effetti di questa proposta. In ogni caso il mio
riferimento di fondo rimane la necessit� di costruire un federalismo solidale,
capace di affermare una rinnovata e forte unit� nazionale, contrastando quindi
le scelte che mettono in discussione diritti sociali essenziali che devono
essere garantiti a tutti i cittadini: e ci� vale, per esempio, per la scuola e
per la sanit�. Trovo comunque singolare e del tutto discutibile che, per un
patto tra partiti, si intervenga in modo cos� discutibile e di fatto parziale
sulla carta costituzionale�.
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