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"Se si vuole
che i cittadini europei si sentano
protagonisti dell'Europa � fondamentale il
pieno coinvolgimento delle
Regioni".
Il
presidente della Regione Vasco Errani lo ha
ribadito, a Bruxelles, nell'illustrare i
contenuti di una "Dichiarazione comune
sulla governance europea" presentata da
dieci regioni europee: Emilia-Romagna,
Toscana, Marche, Aquitania, Assia, Fiandre,
Galles, Scozia, Skania e Vallonia;
all'incontro, svoltosi presso la sede di
Bruxelles della Regione Emilia-Romagna, ha
preso parte il Commissario Europeo Michel
Barnier. Le dieci Regioni - di cui
l'Emilia-Romagna � capofila - hanno accolto
con entusiasmo l'invito di Romano Prodi a
costruire un'Europa pi� vicina ai cittadini e
capace di dialogare con le realt� locali,
dando vita a un vero e proprio 'network' sul
buongoverno europeo, e vogliono partecipare
con proposte concrete ai lavori della
convenzione incaricata di scrivere le riforme
istituzionali, in vista della revisione dei
trattati prevista per il 2004.
"L'Europa - ha detto Errani - � la
nostra casa, il nostro futuro, la nostra
comunit�, � chiaro che le Regioni devono
costruire una vera e propria presenza in
Europa, una loro politica. Entro il 2004
l'Emilia-Romagna dovr� avere un maggior peso
in Europa, un ruolo capace di incidere sulle
decisioni importanti delle politiche europee
con un forte spirito unitario, forte del
contributo di diverse identit�, diverse
culture, diversi punti di vista, diverse
religioni. Il futuro nostro, dei nostri figli
sta nella capacit� di costruire questa grande
casa di tutti".
L'iniziativa delle dieci Regioni - che
appartengono a sei Stati membri dell'Ue:
Italia, Francia, Germania, Belgio, Gran
Bretagna e Svezia - ha preso avvio
dall'incontro a Fontanellato, in provincia di
Parma, nell'ottobre del 2001. In
quell'occasione, i rappresentanti delle
Regioni espressero a Romano Prodi il loro
apprezzamento per la pubblicazione del
cosiddetto "Libro Bianco sulla governance
europea", con il quale il presidente
della Commissione Ue aveva inteso avviare il
confronto sulla base di alcune parole chiave:
apertura, partecipazione, responsabilit�,
efficacia e coerenza. "Una importante
base di discussione - hanno commentato le
Regioni - per trovare le modalit� attraverso
le quali l'Unione pu� formulare al meglio le
proprie politiche coinvolgendo tutti i livelli
di governo".
Dall'incontro di Fontanellato � iniziato un
lavoro comune di approfondimento e di scambio
di esperienze, sfociato nella
"dichiarazione" a dieci firme
sottoscritta con l'obiettivo di ridisegnare il
ruolo delle Regione nella nuova Europa.
La dichiarazione
comune
Come dovr� essere la nuova Europa? Pi�
democratica e pi� semplice. Due le parole
d'ordine individuate dalle dieci Regioni, in
prima fila nel dibattito sulla governance
europea: partecipazione e semplificazione.
La "partecipazione". "Le
Regioni - ha sottolineato Errani a nome dei
dieci presidenti - dovranno essere
maggiormente coinvolte nel processo
decisionale della Commissione europea e dei
Governi. Ci sono decisioni che riguardano la
vita dei nostri cittadini, come le politiche
del lavoro, le politiche industriali, le
politiche sociali, che devono vedere gi�
nell'impostazione, nella proposta il pieno
coinvolgimento delle realt� regionali".
Regioni e autorit� locali, ricordano i dieci
presidenti, sono chiamate ad attuare le
politiche comunitarie in un numero crescente
di settori. Eppure, a questa maggiore
responsabilit� non corrisponde un loro
adeguato coinvolgimento. Dunque: occorre
coinvolgere nelle scelte chi, poi, quelle
scelte deve concretamente attuare. La proposta
contenuta nel Libro bianco di scrivere un
"Codice di procedure di
consultazione" va bene, ma � necessario
prevedere "momenti di confronto regolare
tra Commissione europea e Regioni" e
anche consultazioni dirette e individuali.
Attenzione, per�, avvertono i dieci, la
tempistica � determinante: per dare
contributi veri "la consultazione deve
essere avviata a monte della formulazione
delle politiche".
La "semplificazione". A questo
proposito, c'� la necessit� di semplificare
e ridurre la legislazione comunitaria, in
linea con la pi� generale richiesta di
migliore regolamentazione e maggiore
flessibilit�, nei settori dove le Regioni
hanno la responsabilit� di applicare
regolamenti e direttive. I dieci auspicano un
pi� ampio ricorso a leggi quadro che
permettano di tenere in maggiore
considerazione i bisogni regionali.
"Chiediamo che il procedimento
decisionale sia meno vincolante - ha detto
Errani - chiediamo pi� flessibilit�, pi�
possibilit� per le Regioni di
autodeterminarsi dentro il processo europeo.
Credo che partecipazione e semplificazione si
incontrino con le esigenze dei cittadini, con
le esigenze di un Europa che si riforma,
capace di rispondere meglio alle esigenze di
oggi".
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