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�Un grazie
all�Emilia-Romagna rappresentata dal
Presidente Vasco Errani, dall�assessore alla
Cooperazione internazionale Gianluca Borghi
dai
consiglieri regionali Rosalia Amato e Graziano
Del Rio, dai Presidenti delle Province di
Bologna Vittorio Prodi e di Parma Andrea
Borri, oltre ad assessori e amministratori di
altri Enti locali emiliano-romagnoli (Comuni
di Ravenna, Modena e Riccione, Province di
Ferrara, Rimini, Reggio Emilia e Forl�)�
cos� il presidente Yasser Arafat ha salutato
la delegazione regionale emiliano-romagnola
che � stata la prima a raggiungerlo nel suo
quartier generale di Ramallah dalla fine
dell�assedio della Basilica della Nativit�.
E�
stato un incontro cordiale che il Presidente
dell�Autorit� palestinese ha voluto e nel
corso del quale ha fatto proprio l�accordo
sottoscritto dal Presidente Errani e dal
sindaco di Nablus nella sua qualifica di
presidente degli enti locali palestinesi.
Nel protocollo d�intesa si prevedono aiuti
da parte dell�Emilia-Romagna per la
ricostruzione in Palestina e il sostegno a
soggetti e associazioni che, da entrambe le
parti, operano per mantenere aperte le porte
del dialogo e favorire la pace.
�Questa
prima missione rappresentativa di tutti gli
enti locali dell�Emilia-Romagna nei
Territori palestinesi e in Israele � ha
dichiarato il presidente Errani � ha
riaffermato la centralit� delle politiche di
cooperazione internazionale per la Regione. Il
sostegno alle iniziative di pace �
indispensabile per costruire una prospettiva e
un futuro per il popolo palestinese e per il
popolo israeliano, valorizzando ogni percorso
di diplomazia dal basso per giungere ad una
piena applicazione delle Risoluzioni dell'ONU
sui diritti vitali dei due popoli. Per il
diritto dei palestinesi ad avere un proprio
Stato, per il diritto degli israeliani alle
indispensabili garanzie di sicurezza, per una
lotta comune contro il terrorismo.
Sono questi gli obiettivi che la Regione
Emilia-Romagna si impegner� a sostenere anche
attraverso una concreta attuazione
dell�accordo sottoscritto�.
Durante
la missione � stato altrettanto significativo
l�incontro, avvenuto a Tel Aviv, con Adi El
Dar, presidente degli Enti locali israeliani,
associazione che raggruppa tutti i sindaci
delle citt� israeliane. �Anche da parte
israeliana � afferma Errani � ho preso
atto di come ci sia la precisa volont� di
proseguire l'attuazione dei progetti di
collaborazione gi� in corso con gli enti
locali palestinesi. E questo � un fatto
positivo. In questo quadro la collaborazione
per favorire il dialogo, il rispetto e la
reciprocit� tra popolo palestinese e popolo
israeliano rappresenta un fatto importante al
quale l'Emilia-Romagna vuole contribuire
attraverso momenti di cooperazione e
iniziative comuni. Devo dire che ho visto nei
miei interlocutori la consapevolezza della
necessit� di intraprendere un percorso di
pace. Ho inoltre risposto positivamente alla
richiesta israeliana di attivare
collaborazioni con il sistema
emiliano-romagnolo�.
La
delegazione si � poi recata in visita al
"PERES Center for Peace", con il
quale verranno progettatE iniziative comuni
con la Scuola di Pace di Monte Sole (Marzabotto).
La Palestina � tra le aree prioritarie della
Regione Emilia-Romagna per gli interventi di
cooperazione allo sviluppo fin dal 1993. Dal
1994 al 1999 la Regione ha stanziato 1
miliardo 150 milioni di vecchie lire per
sostenere circa una ventina di interventi in
quest�area, mirati soprattutto a migliorare
le condizioni di vita delle fasce pi� deboli
della popolazione - donne, minori e portatori
di handicap � e a sostenere lo sviluppo
agricolo e la micro-imprenditorialit�
femminile.
Da
settembre 2000, con l�aggravarsi della
situazione politica e economica in Palestina,
la Regione Emilia-Romagna ha realizzato anche
interventi di emergenza mirati all�autosostentamento
delle famiglie e alla ripresa della produzione
agricola. In quest�ottica si stanno
ripristinando strade e cisterne nel nord della
Cisgiordania, impiegando i lavoratori che si
sono ritrovati disoccupati a causa della
chiusura dei territori. Obiettivo degli aiuti
regionali sono anche i disabili vittime
dell'estendersi del conflitto nelle cui
abitazioni si promuovono interventi di
adeguamento oltre a programmare la fornitura
di ausili specializzati di ogni tipo. Prodotti
artigianali palestinesi sono infine stati
immessi nel circuito del Commercio etico, per
sostenere con il ricavato le famiglie colpite
dalla recessione.
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