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I diritti dei cittadini e la burocrazia
Giovedì 16 Marzo 2006, ore 12:43

Illustrissimo Presidente Errani, è stata molta la mia meraviglia nello scoprire un filo diretto con i Cittadini, posto nel sito Regionale! Lavoro c/o una Pubblica Amministrazione, in un ufficio URP. La mia affinità con questo lavoro è notevole. Avere a che fare con le Persone tentare di aiutarle, risolvere i loro problemi, incoraggiarle o semplicemente starle ad ascoltare, mi è congeniale, tant'è che spesso ho l'impressione di oltrepassare il limite postomi da un compito istituzionale, ma …le vicende quotidiane mi prendono la mano e, forse non rispetto la consuetudine, ma la ricaduta è molto positiva perché cerco di non dimenticare mai con chi ho a che fare: le Persone. Il mio fare quotidiano sono le Persone ed i Loro problemi, per questo Le chiedo, forse ingenuamente, come mai nonostante le molte ed importanti Leggi Regionali, a vario titolo a favore dei Cittadini, ho l'impressione che, in alcune occasioni, ma non per questo è meno importate, queste non abbiano una ricaduta reale ed equa sui destinatari! Perché vi è sempre una postilla, un particolare, un regolamento interno ai deleganti (Provincia, Enti o Comuni) paradossale? Oppure un funzionario zelante ed implacabile che trasforma un avente diritto in un escluso? La mia equazione è semplice ed elementare (come dovrebbero essere la Giustizia e l'Equità, il Buon Senso e la Solidarietà): -l'impossibilità ad accedere alle contribuzioni perché semisconosciute (es.:Assegno di Cura) o un bando letto male e quindi una domanda non completa (es.:arsdud-borsa di studio) può davvero trasformare una Persona che possiede i Diritti in un escluso da tali Diritti? Sono spesso alle prese con una burocrazia che si sta trasformando, ma che, implacabile, non tiene conto dell'essere umano e della sua preparazione, (spesso anche i neo diplomati non riescono ad iscriversi all'università da soli) né tanto meno è disposta a credere alla buona fede ed ingenuità (i bandi di concorso sono sempre più complessi ed articolati nonostante le leggi sulle auto-dichiarazioni). E' come ingolosire le loro aspettative e poi bacchettarle, sbeffeggiando la loro povertà e mortificando la loro dignità. Quanto detto e molto ancora, è indifendibile da parte mia. Possediamo cultura, mezzi, professionalità, è davvero così difficile concepire regole che rispettino le Persone? Sono con i Cittadini facendone parte, per preservare il rispetto delle loro dignità. La ringrazio per questo luogo dell'ascolto e di quanto potrà fare per tutti noi.
Anna Maria Grassi

Gentile Anna Maria, Lei ha posto il dito su una piaga ben nota, e non posso che concordare nell'individuare, spesso, in un complesso di norme e procedure una situazione ben al di là dell'essere "a misura di cittadino". Non mi nascondo, d'altra parte, che molti passi in avanti si stanno facendo nella strada di un progressivo sgretolamento del muro che ancora separa molte persone dall'amministrazione pubblica, nel combattere quell'accezione negativa comunemente definita burocrazia: la stessa mansione lavorativa che Lei racconta di svolgere va in tale direzione. Certo noi non dobbiamo permettere che accada quanto Lei prospetta, e cioè che un diritto possa trasformarsi in esclusione. E' un problema, d'altra parte parte, che amministratori e studiosi affrontano da secoli, e che nella struttura moderna della società deve essere combattuto con una sempre maggiore duttilità del sistema, un rinnovamento che tenga in considerazione i temi del linguaggio come quelli del decentramento. L'obiettivo è naturalmente un sempre maggiore pluralismo democratico. Non a caso una delle priorità che sono perseguite dalla nostra azione di governo è quella di ridurre il numero delle leggi. Per fare un altro esempio, io credo che gran parte della semplificazione della macchina amministrativa possa passare attraverso le cosiddette autostrade telematiche, la cui rete deve essere sempre più riempita di contenuti e servizi a portata di tutti che possano, senza alcuna retorica, aprire una stagione di nuova partecipazione per le comunità di cittadini. E credo che su questo versante l'Emilia-Romagna sia già piuttosto avanti, più in linea con i Paesi europei maggiormente evoluti che con la media italiana.
Cordiali saluti

firma di Vasco Errani

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