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Mille euro per il secondo figlio
Giovedì 03 Giugno 2004, ore 17:30
Egregio Presidente, con la presente Le rivolgo un sentito appello affinché ritiri il ricorso presentato davanti alla Corte Costituzionale nei confronti del Decreto del Governo che ha disposto l'erogazione di mille euro a favore di tutte le famiglie italiane per la nascita del secondo figlio, nato nel periodo a partire dal l dicembre 2003 al 31 dicembre 2004. Mi permetto di sottolinearLe l'importanza, per tutti, che la Famiglia ha nel nostro vivere quotidiano; il nucleo familiare, che scaturisce dal matrimonio, è la cellula fondamentale della società i figli sono il nostro futuro, dobbiamo sostenerli, anche perché il nostro Paese si avvia a diventare una nazione di anziani. Ognuno di noi deve agire per rafforzare, far cresce questi valori, dobbiamo perseguire una politica a favore della natalità, soprattutto da parte di chi svolge funzioni istituzionali. Le conseguenze nel mantenere la Sua decisione di impugnare il provvedimento in argomento rischia di creare un danno per tutte le famiglie italiane, per quelle che hanno già beneficiato del bonus (e speso) e per i genitori in attesa del contributo e sul quale ne fanno un serio affidamento. Le chiedo quindi di riflettere sulle conseguenze che il ricorso potrebbe produrre e sull'importanza, concreta per il vivere di tutti i giorni per le famiglie beneficiarie, del provvedimento impugnato. Confido in una Sua decisione che dimostri la Sua attenzione ai bisogni delle Famiglie italiane. Certo di una Sua decisione in tal senso, porgo i miei migliori saluti.
Alessandro Castellani
Gentile signor Castellani,
come ho già pubblicamente affermato, voglio sgombrare il campo da qualsiasi equivoco o tentativo di strumentalizzazione: nel caso ci venga data ragione, non toglieremo risorse già erogate dalle mani delle famiglie. Nessuno perderà un diritto acquisito, anzi si proseguirà su questa strada, che è quella che la nostra Regione ha già intrapreso da anni, ma con criteri di equità. Il fatto è che le Regioni sono pienamente titolate in materia di assistenza. I fondi per il sociale devono quindi essere gestiti con il coinvolgimento delle Regioni e l'intervento del Governo, quando straccia competenze e norme istituzionali, è sbagliato. Come la Corte costituzionale ha più volte sottolineato, su questioni che riguardano le competenze si presuppone una cooperazione, un'intesa. Se ciò non accade, si produce un danno ai cittadini. Tra l'altro, col nostro ricorso vogliamo porre l'accento sul problema del diritto sociale: noi non avremmo mai posto sullo stesso piano il figlio di un ricco industriale e quello di una persona bisognosa. In Emilia-Romagna, le politiche sociali tengono conto di un elemento fondamentale che è quello del reddito, così come accade per la casa, il diritto allo studio e tutti quei campi in cui si interviene per il sostegno ai cittadini ed alle famiglie. Cordiali saluti
