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Le relazioni internazionali
Venerdì 06 Febbraio 2004, ore 14:39
Illustre Presidente,
grazie all'introduzione del federalismo nella nostra Costituzione, le Regioni possono intrattenere rapporti diretti con altre Nazioni, favorire accordi commerciali con le stesse, attuare, nel loro piccolo, una vera e propria politica estera, ed i nuovi Governatori possono incontrare e ricevere Capi di Stato e personalità straniere, senza sentirsi a queste inferiori.
Mi tolga una curiosità ... se è vero, come è vero, quello che ho sopra scritto, perché le Regioni non pretendono dal Governo di avere voce in capitolo nella decisione se appoggiare o meno un intervento armato in Medio Oriente? E' mai possibile che le relazioni internazionali della Regione non vengano compromesse, qualora l'Italia, aderendo all'opzione bellica, corra il rischio di aprire un fronte di crisi relazionale con il mondo islamico?(...)
Con rispetto, la saluto.
Vincenzo Strippoli
Come lei sa bene - del resto lo scrive - la politica estera rientra tra le competenze del Governo, non delle Regioni. Ma sono d'accordo con lei nel ritenere che in un assetto istituzionale sempre più orientato al federalismo la differenza è rappresentata dalla qualità dello scambio e del confronto tra componenti dello Stato. Sono convinto, ad esempio, che le ragioni della pace in questo momento siano più forti nelle città e nelle Regioni, perché più vicine al sentire dei cittadini. I luoghi per parlare e per ascoltare ci sono già (per esempio la Conferenza Stato-Regioni), ma i luoghi da soli non bastano. Serve la disponibilità ad ascoltare, a confrontarsi, a coinvolgere. E temo che oggi sia proprio questo il punto critico. Noi comunque, come avrà avuto modo di vedere anche dai giornali, stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere.