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24/11/2008

"Sulla Finanziaria il Governo cambi strada"

Bologna - “La crisi economica morde anche le aree forti del Paese e rischia di innescare una crisi sociale: a fronte di ciò, in un quadro radicalmente cambiato e complicato rispetto alla scorsa estate, quando fu costruita la Finanziaria, noi oggi chiediamo al Governo di cambiare strada rispetto a questa manovra, dando il via ad una reale cooperazione istituzionale”.

Così il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, è intervenuto stamattina ad un’assemblea di amministratori dell’Emilia-Romagna, in cui è stato presentato il documento dell’Anci che invita Comuni e città metropolitane a non presentare i bilanci di previsione 2009, in attesa di una revisione dei contenuti della Finanziaria. Presenti tra gli altri il presidente dell’Anci e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, il sindaco di Bologna e presidente regionale Anci Sergio Cofferati, i rappresentanti di Province e Comunità montane.

“Noi  - ha specificato Errani - siamo di fronte ad una crisi economica e sociale molto seria. Ciò che è accaduto in questi mesi nell’economia globale propone una riflessione ed un ripensamento, anche da parte del Governo. La manovra finanziaria fatta a giugno e poi approvata a luglio non tiene conto di questi cambiamenti. Pensiamo, per esempio, alle ricadute, tutte negative, sui bilanci prima di tutto dei Comuni, poi delle Province e delle Regioni. Parlo di questioni fondamentali per la vita delle famiglie: sanità, casa, servizi sociali. Sono previsti in quella Finanziaria tagli triennali su tutti questi temi. Questo è ciò che bisogna invertire, dentro ad un’intesa ed una cooperazione istituzionale che finalmente coinvolga Governo, Regioni e Autonomie locali per costruire politiche integrate con cui si affronti questo difficile momento”.

Il presidente Errani è quindi entrato nello specifico delle aree su cui è necessario un urgente intervento, dalla  indispensabile flessibilità del Piano di stabilità, in particolare per quanto riguarda gli investimenti dei Comuni, sino ad un federalismo fiscale “per cui non ha più senso confrontarsi in chiave esclusivamente teorica”. “E’ giunto il momento di mettersi attorno a un tavolo – ha concluso il presidente Errani – per un confronto sul federalismo, sugli investimenti, su politiche integrate necessarie per contrastare questa crisi economica”.