
Roma (7 novembre 2008) - Bocciato, senza appello. Il piano del sottosegretario al Welfare con delega alla Salute, Ferruccio Fazio, per tagliare circa 2 miliardi di prestazioni sanitarie, è stato respinto dalle Regioni che ci hanno messo meno di un mese a trovare un accordo tra di loro e rispedire a Roma la lunga lista di prestazioni sanitarie che, secondo il Governo, si dovevano togliere da quelle gratuite. Il miracolo diplomatico lo ha fatto il paziente Vasco Errani, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.
Che ha messo insieme un asse inossidabile tra le Regioni roccaforte del centrodestra, Lombardia in testa, e le Regioni rosse. D'altra parte i temi sanitari sono carne viva del Paese e nessun governatore poteva neppure immaginare di andare dai suoi elettori a dire che, di colpo, prestazioni come gli esami del sangue o quelli delle urine, le risonanze per capire l'origine del mal di schiena o altre simili, se le dovevano pagare. Il disegno del governo è quello di spingere sui tagli a prestazioni essenziali per incentivare il ricorso alle assicurazioni e cominciare a creare alternative al Ssn. Ma per le regioni dove gran parte del consenso si gioca sulla buona sanità, dall'Emilia alla Lombardia al Piemonte, questa è un'operazione a perdere. E Errani ha convinto Formigoni che non si poteva fare. Il governatore della Lombardia aveva in un primo tempo proposto che i vincoli fossero solo applicati alle Regioni in deficit sanitario (Campania, Lazio e Sicilia in testa). Ma la stragrande maggioranza delle Regioni è sul filo del rasoio e i tagli riguardavano test così popolari che nessuno è in grado di metterli a rischio.
Risultato: l'elenco delle prestazioni gratuite del governo Berlusconi è sostanzialmente uguale a quello vecchio: salvo una cinquantina, obsolete. Su cui tutti sono d'accordo. Unica correzione, un invito alle Regioni a trovare il modo di non fornire cure inutili. Il ministero si è visto poi respingere anche la proposta che rendeva obbligatoria una visita radiologica prima di ogni prestazione di diagnostica per immagini. Che avrebbe fatto molto piacere ai radiologi, ma che tutti hanno reputato inutile.