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03/11/2008

Pmi Emilia-Romagna: rilanciare la concertazione

Bologna (3 novembre 2008) - Più concertazione contro la crisi, lo hanno chiesto alla Regione Emilia-Romagna le rappresentanze delle piccole e medie imprese riunite nel Tavolo regionale dell’imprenditoria nel corso dell’incontro svoltosi il 3 novembre con Vasco Errani, presidente della Giunta, Flavio Delbono, vicepresidente, Duccio Campagnoli, assessore alle Attività produttive, presente il sottosegretario alla Presidenza, Alfredo Bertelli.

L’incontro è stato finalizzato alla riconferma dell’utilità del rapporto fra forze economiche e Governo regionale, “che può essere rilanciato e rinvigorito e che, anche alla luce delle gravi difficoltà attuali e prevedibili dell’economia reale nella nostra regionedeve consentire - ha auspicato Paolo Cattabiani, presidente di Legacoop Emilia-Romagna e coordinatore di turno del Tavolo regionale - , la messa a punto di un quadro di riferimento strategico con il concorso delle forze economiche, rendendo concreta la concertazione ed offrendo alle imprese la possibilità di agire in un contesto istituzionale e legislativo certo e di prospettiva”.

Esigenza questa condivisa dal presidente Vasco Errani, che ha indicato nel Tavolo di concertazione per la Qualità dello Sviluppo una sede già da subito idonea al confronto. In particolare, ha sottolineato Errani, “sarà nel contesto dell’elaborazione del Piano territoriale regionale che l’apporto di idee e progetti dell’economia reale attraverso le sue rappresentanze potrà trovare un ancoraggio condiviso, concreto e operativo”.

Che le Pmi dell’Emilia Romagna possano giocare un ruolo positivo per resistere alla crisi già in atto, hanno concordato al termine dell’incontro, lo attestano le cifre. Sono 340mila le imprese rappresentate dalle 15 Associazioni del Tri, con un numero di dipendenti intorno al milione. Al di là delle cifre, è opinione comune, a fare la differenza è il loro radicamento territoriale e la loro capacità di innovazione per reggere la sfida della concorrenza e, oggi, quella di una crisi dai caratteri eccezionali.