
Roma (30 ottobre 2008 – Ansa) - Il Governo insiste, il piano Gelmini, dopo dieci anni di attesa e di continui rinvii, va attuato; ma le Regioni replicano, non ci sono le condizioni. Considerato che le iscrizioni si apriranno in gennaio per l’anno scolastico 2009-2010 il piano non può partire.
E’ ancora scontro tra Regioni e Governo sul piano di riorganizzazione della scuola, dopo che lo scorso 16 ottobre la conferenza Unificata era stata sospesa a causa di un mancato accordo su un’altra questione legata al Piano Gelmini, il commissariamento dei governatori che entro il 30 novembre non si metteranno in regola.
Questa mattina i presidenti delle Regioni si sono riuniti in via Parigi ed hanno ribadito che quel che serve è aprire il confronto sull’intero pacchetto scuola (così come sul Patto per la salute, il Piano casa e il Patto di stabilità) decidendo insieme. Il presidente Vasco Errani al termine della riunione ha perciò chiesto l'apertura di un tavolo per giungere ad un’intesa sui criteri del riordino degli istituti scolastici. “Quei criteri - ha detto Errani – dovranno tenere conto di una serie di questioni rilevanti. Per esempio - ha proseguito - quelle delle aree svantaggiate o di montagna. E il problema dei costi”. In sostanza per Errani e le Regioni bisogna “reimpostare la materia”. “Noi siamo prontissimi. A fronte di un’intesa - ha concluso - siamo pronti anche a discutere di tutte le forme per applicarla a livello nazionale”.
Nel pomeriggio il confronto si è spostato nella sede del ministero dei Rapporti con le Regioni, con il ministro Raffaele Fitto. Errani ha riportato al ministro le decisioni prese la mattina e ha ribadito che le Regioni vogliono poter “interloquire con il Governo” su una materia che è di loro competenza. “Le Regioni - ha detto Fitto al termine dell’incontro - ne fanno una questione di tempi e di competenze, ma il Governo ha i suoi obiettivi e deve rispettarli”. Il ministro ha anche dichiarato di non avere particolari pregiudizi ad abolire la norma sul commissariamento ma a patto che il piano Gelmini vada avanti.”Il commissariamento non è un obbligo imprescindibile - ha detto il ministro - nella misura in cui si riesce ad attuare il piano di ridimensionamento degli istituti scolastici. Non c’è nessuno innamorato del commissariamento, ma l’esigenza di realizzare, dopo 10 anni, un piano di ridimensionamento scolastico che è stato regolarmente sempre rinviato. Senza dare colpe a nessuno - ha aggiunto – questa però è la situazione ed è il punto dal quale dobbiamo ripartire”. Fitto ha perciò detto che riferirà al Governo gli esiti dell’incontro nella speranza che “nella prossima settimana si potrà partire”.
Ma Errani non usa mezzi termini: ”Così non va, il Governo non ci ha dato nessuna risposta e noi quelle risposte le vogliamo. Bisogna cambiare strada, c’è la necessità che i rapporti tra Governo e Regioni cambino segno e siano basati su una leale collaborazione. Purtroppo il Governo - ha concluso Errani - si muove spesso, se non sempre, con atti unilaterali che mettono l’intero sistema istituzionale in gravi difficoltà. Attendiamo - ha concluso - dal ministro Fitto risposte di merito perchè il lavoro comune possa ripartire al più presto”.