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12/03/2008

"Infortuni sul lavoro: sì delle Regioni al decreto"

Roma (12 marzo 2008) - Parere positivo al decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro. E’ questa la decisione assunta dai presidenti delle Regioni, ad eccezione del Veneto, al termine della Conferenza straordinaria delle Regioni e delle Province autonome per esprimere un parere sul Testo Unico in materia di salute e sicurezza del lavoro. “Parere favorevole dalle Regioni a maggioranza, e negativo dalla Regione Veneto che ha posto questioni di metodo”, ha affermato al termine della riunione del Parlamentino delle Regioni il presidente della Conferenza, Vasco Errani. “La stragrande maggioranza - ha aggiunto Errani - ha riconosciuto la necessità dell’intervento”.

La decisione delle Regioni sul provvedimento in materia di salute e sicurezza del lavoro nel pomeriggio è stata ufficializzata in una riunione della Conferenza Stato-Regioni convocata dal ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta.

LE CIFRE
Recentemente l’Inail ha diffuso dei dati che mostrano un aspetto “particolare” del problema “sicurezza sul lavoro”. Infatti un infortunio su quattro colpisce una donna: sono quasi 250mila incidenti nel 2006, ovvero il 27% del totale. In alcuni settori però la percentuale degli infortuni che hanno colpito le donne supera quella maschile. Per esempio, tra il personale addetto ai servizi domestici 9 infortuni su 10 riguardano colf e badanti, per lo più straniere. Nella sanità i tre quarti degli incidenti colpisce donne, in genere infermiere. Mentre nella Pubblica amministrazione, nel settore alberghi e ristoranti e nell’istruzione gli infortuni femminili superano la metà del totale. E negli ultimi anni gli infortuni sul lavoro delle donne sono lievemente aumentati, ma si tratta di un dato in linea con la crescita dell'occupazione femminile, che in cinque anni ha registrato un incremento di circa 700mila unità superando nel 2006 i 9 milioni di donne occupate. Nello stesso tempo gli incidenti sono passati dai 243.740 del 2001 ai 249.500 del 2006, con un costante aumento degli infortuni in itinere, ovvero quelli avvenuti lungo il tragitto casa lavoro e viceversa. Sempre tra il 2001 e il 2006 gli incidenti in itinere sono, infatti, saliti dal 10,6% al 17% del totale degli infortuni femminili. In diminuzione invece le morti bianche, che nel 2006 sono state 99 contro le 127 del 2001. Nel complesso, comunque, nel 2006 gli infortuni mortali che hanno riguardato le donne sono stati il 7,4% del totale.  La fascia d'età più colpita è quella tra i 35 e i 49 anni, che conta quasi la metà degli infortuni occorsi alle donne e delle quasi cento morti bianche del 2006. In questa classe d'età gli infortuni al femminile costituiscono il 28% del totale e la quota sale al 31% classe 50-64 anni, mentre scende al 24% per le giovani al di sotto dei 35 anni. Sul piano territoriale, invece, oltre il 60% degli infortuni femminili si verifica nel Nord del Paese, dove tra l'altro sono presenti i più grandi distretti industriali.