
Bologna - La riforma del servizio sanitario nazionale, la sua universalità e sostenibilità economica "saranno garantiti solo se verrà messo al centro il concetto di cure primarie". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani durante il suo intervento alla prima conferenza nazionale sulle cure primarie, che si è conclusa martedì pomeriggio con un documento programmatico di dieci punti. Senza una rete di assistenza sul territorio radicata, secondo Errani, il servizio pubblico non sarà in grado di reggere le crescenti esigenze di cura che arrivano dalla popolazione.
"Tutto si carica sulla dimensione ospedaliera che è la più semplice - ha aggiunto Errani esprimendo anche una preoccupazione per il ritardo nella costruzione di un nuovo welfare ("ci vuole un progetto strategico e su ciò siamo carenti") - e siamo stati criticati quando abbiamo puntato sulle cure primarie perchè c'era stato detto che rischiavamo di sanitarizzare il sociale, ma siamo andati dritti perchè convinti che stavamo facendo esattamente il contrario, in modo da rendere più appropriata la domanda di cure. Ma per fare questo ragionamento serve una cultura che spesso non c'è e spero che a prescindere dai risultati delle elezioni non si facciano passi indietro". Errani ha quindi affrontato il tema del federalismo, spiegando di essere "frontalmente contrario alle separazioni di coloro che sostengono 'faccio per conto mio': il modello della competizione non regge, serve invece un modello di cooperazione sempre più forte". Il presidente della regione ha infine riaffermato con forza "la cultura del sistema universalistico".