
Roma (9 febbraio) - "La strada della concertazione istituzionale è necessaria e consigliabile quando si voglia davvero dare una scossa alla economia del nostro Paese e realizzare interventi che diano risposte concrete alle emergenze poste dalla crisi economica; diventa poi obbligata quando si pensa di agire in settori, come l'edilizia residenziale pubblica, in cui è evidente e costituzionalmente riconosciuta la competenza legislativa delle Regioni". Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commentando quanto reso noto oggi dal Consiglio dei Ministri e quanto dichiarato da esponenti di Governo.
"Oggi in Conferenza delle Regioni abbiamo solo appreso quanto riportato dagli organi di informazione, ma è chiaro che leggeremo con attenzione e valuteremo i provvedimenti che saranno licenziati e su cui daremo il nostro giudizio nella sede istituzionale della Conferenza Stato-Regioni. Per il momento - ha proseguito Errani - dobbiamo registrare che non c'è stato alcun coinvolgimento. Aspettiamo di capire che forma avranno e quali saranno i provvedimenti per il Piano Casa e sottolineiamo che non c'è stata alcuna intesa sulla riforma degli incentivi alle imprese. Aspettiamo comunque di ricevere ufficialmente i testi".
"Va detto però che non corrispondono al vero le dichiarazioni che imputano alle Regioni il fatto di aver frenato il Piano Casa. Infatti - ha spiegato Errani - tutte le Regioni hanno emanato una legge regionale applicando puntualmente quanto disposto dall'Accordo Governo-Regioni del 31 marzo 2009. E' evidente che quando si ragiona su questa materia occorre considerare la necessità della tutela paesaggistica, dei Centri storici, dei beni culturali e ambientali che sono una grande risorsa, anche economica, del Paese e occorre tenere conto della programmazione regionale in materia di urbanistica. Non appena la presidenza del Consiglio renderà pubblici i testi - ha concluso Errani - è mia intenzione iscrivere tali argomenti all'ordine del giorno della Conferenza delle Regioni".