Vasco Errani - Il presidente della Regione Emilia-Romagna

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07/06/2010

"Lavoreremo per un federalismo solidale"

Roma (7 giugno 2010) - Le Regioni vogliono dare il loro contributo alla riforma del federalismo fiscale perchè sia solidale e migliori l'efficienza delle istituzioni. Lo ha detto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, nel suo intervento al Senato per la celebrazione del quarantennale della nascita delle Regioni a statuto ordinario. "Lealmente lavoriamo a un progetto istituzionale: quello di un Paese più forte e coeso, consapevole del valore proprio dei diversi territori, che aspira ad istituzioni più semplici, capaci e autorevoli. Per portare gli italiani, tutti gli italiani - ha spiegato Errani - più vicini alla casa del governo, ossia ai luoghi delle decisioni. E' il progetto di un federalismo partecipativo e solidale, che dà forma e sostanza a un lungo lavoro per il riconoscimento e la promozione delle Autonomie come elemento essenziale di qualità della nostra democrazia".

Errani ha sottolineato la necessità di "riforme efficaci, istituzioni più leggere, efficienti e forti, una seria cooperazione istituzionale, nuove politiche pubbliche che esaltino il protagonismo della società. A questo obiettivo di qualità va condotta la necessaria e urgente manovra di stretta quantitativa dei conti pubblici. Ma ciascun livello istituzionale faccia equamente la propria parte. Le Regioni ci sono e si vogliono misurare su tutto questo. Due grandi compiti ci spettano - ha proseguito il presidente della Conferenza delle Regioni - perchè questa esperienza sia davvero produttiva e per dare coerenza al discorso federalista".

Il primo, ha detto, "riguarda l'esigenza di fare presto un quadro esatto e trasparente della contabilità pubblica nel suo insieme, specie nel momento in cui dobbiamo dare corpo con i decreti legislativi all'attuazione della delega per il federalismo fiscale, cui tanti devono contribuire". Il secondo, ha proseguito, "è di grande respiro istituzionale. Investe il necessario superamento del bicameralismo perfetto e l'esigenza di dare rappresentanza al sistema federale. Certo, c'è un problema di tempo, e l'esigenza di accelerare e giungere a sintesi ampiamente condivise è evidente".

Il presidente della Conferenza delle Regioni ha avvertito tuttavia che "i luoghi comuni verbali secondo cui le istituzioni sono inutili e comunque uno spreco hanno poco a che vedere con serie politiche di rigore e con l'esigenza di riforma della macchina amministrativa. E più spesso hanno a che vedere con una politica che rinuncia alla progettualità, si piega ai personalismi e ricerca il consenso facile". Invece, ha sottolineato, "non vogliamo cadere in questo errore. Le Regioni ci sono. Faremo la nostra parte, con equità ed equilibrio, pienamente consapevoli che anche le Regioni debbono cambiare con una incisiva autoriforma e che l'etica della responsabilità, della legalità e la moralità della politica, debbono essere alla base del rilancio dell'Italia nel nuovo scenario europeo e globale, per un nuovo sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile. Con una stella polare - ha concluso - cioè l'idea che il bene della nostra gente è il bene del nostro Paese".