
Bologna (Ansa - 13 gennaio 2010) - La sfida del futuro è "quale sarà l'identità della società multietnica" con la consapevolezza che "identità non è solo quello che abbiamo alle spalle, ma è la capacità di connettere ciò che sei stato con la tua idea di futuro". E per Vasco Errani, presidente dell'Emilia-Romagna, l'identità "straordinaria" della sua regione è stata quella di trovarsi "all'inizio del secolo che abbiamo alle spalle in una condizione tra le più precarie di tutta Italia. Si moriva di pellagra, fame. E quale è stato il tratto dell'identità? L'inclusione". ''E' stato il fatto - ha spiegato Errani alla presentazione del Rapporto sociale sulle giovani generazioni - che il mezzadro ha cominciato a costruire con il processo di industrializzazione una delle economie più flessibili e intelligenti".
Il motore di tutto era "l'inclusione, la mobilità sociale", e "la visione era la necessità di diventare protagonisti in di più - ha aggiunto, scandendo queste ultime tre parole -: non solo per quelli che erano già arrivati, ma prima di tutto per quelli che non ce la facevano da soli". Per Errani è un errore discutere se si voglia o meno la società multietnica perché "c'è già. Il nostro problema è come è questa società multietnica. E come noi costruiamo i temi delle relazioni e della sua identità".
Ma se quello della società multietnica è "il cambiamento più radicale" che si deve ora affrontare, l'altro "tema cruciale" e quello delle giovani generazioni. "I giovani devono diventare i protagonisti di quel cambiamento nella società di cui oggi tutti avvertiamo il bisogno. Nella scuola, nella cultura, nel mondo del lavoro. Questa Regione negli anni ha molto investito sui temi dell'infanzia e dell'adolescenza, ma ora vogliamo compiere un ulteriore salto di qualità" ha spiegato il presidente, secondo cui non bisogna dimenticare che in Italia c'è un "impianto gerontocratico" che penalizza i giovani. "Grazie alla rete regionale della ricerca verranno assunti oltre mille giovani ricercatori. E' un esempio concreto e vorrei ce ne fossero di più in Italia - ha detto -. Occorre andare avanti su questa strada, per sostenere le nuove professioni, per dare ai giovani la possibilità di mettere a frutto i loro studi e di farlo lavorando in Emilia-Romagna, per promuovere la creatività giovanile e la cittadinanza attiva". Una sfida che passa anche per politiche di "sostegno alla genitorialità come questa Regione ha voluto fare con il recente provvedimento a favore delle famiglie numerose" ha aggiunto, riferendosi alle recenti modifiche della composizione dell'indicatore Isee a favore delle famiglie numerose.
Con un invito a considerare il cambiamento, la questione delle nuove generazioni o anche dell'allungamento della prospettiva di vita, come elementi positivi e non problemi. "Se non lo pensassi investirei sulle paure della società - ha detto nel suo intervento -. Invece la cosa di cui ho più paura è la paura della società". Errani ha poi parlato anche della necessità di affrontare il cambiamento con un riferimento di fondo: "La capacità produttiva nella qualità dell'occupazione".