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Caro Presidente, 

le scriver� solo poche righe: DISOCCUPATA in una regione (Emilia-Romagna) e in una citt� (Parma) con il tasso di disoccupazione tra i pi� bassi del Paese. Ho un Curriculum di tutto rispetto e sono pronta ad inviarglielo ma a quanto pare in questa citt� non vale niente. Niente, rispetto ai favoritismi del parentado e delle amicizie che contano, modalit�, da quanto ho potuto constatare, molto in voga in questa citt� ottusa e provinciale. Mi perdoni lo sfogo.... Sono davvero amareggiata da quello che accade qui a Parma... Cordiali saluti 

Giovanna Galasso
Parma

P.s. Per dovere di informazione, sappia che pur non conoscendola, appena giunta ad abitare a Parma (2 anni fa), ho votato per lei. Cordiali saluti GG


Cara Galasso,

mi permetta un consiglio: insista e non si lasci scoraggiare. Parma � grande e non tutti gli ambienti si assomigliano. Lei, come mi scrive, pu� fare leva su un curriculum di tutto rispetto e questo � senz�altro un punto di forza. Se non lo ha gi� fatto, la invito ad entrare nel sito internet della Regione (www.regione.emilia-romagna.it) e a consultare tutti i servizi che l�Emilia-Romagna ha gi� realizzato o sta realizzando per chi cerca lavoro, in particolare la guida in rete �Lavoro e donne� (www.regione.emilia-romagna.it/formazione/itinere). Le opportunit� nella nostra regione rimangono, nonostante tutto, maggiori delle difficolt� che ciascuno pu� incontrare. Mi faccia sapere. Augurandole tutta la fortuna che merita, le invio i miei saluti pi� cordiali

 


Da ravennate non ha voglia di rendere indipendente la Romagna, dall'Emilia? Oppure per ragioni eco-socio-storico-politiche le due realt� devono continuare a coesistere?

Andrea Montanari

Caro Montanari,

da ravennate che ama la sua citt� e da romagnolo che non vivrebbe volentieri altrove, le confesso che non ho alcuna voglia di inseguire i desideri di indipendenza della Romagna dall�Emilia. E credo che molti romagnoli pensino la stessa cosa. So bene che le due anime della nostra regione hanno avuto storie diverse e hanno, in parte, caratteristiche diverse. Ma visto che le differenze rappresentano una ricchezza, sono altrettanto certo che Emilia e Romagna possano e debbano continuare ad avere un futuro comune in un�Italia sempre pi� federale e rispettose delle differenze locali.

 


Caro Presidente, 

le scrivo in merito all'intervento pubblicato sul suo sito a proposito del referendum del 7 ottobre. Non mi e' chiaro come sar� possibile garantire che la maggiore autonomia che si desidera per le Regioni non vada in effetti a premiare le regioni pi� forti a scapito delle altre. La saluto e la ringrazio per l'attenzione.

Giovanni  Grazia

Caro Grazia,

la sua preoccupazione � giusta. Io voglio un federalismo che rafforzi l'unit� del Paese e dia efficacia alle amministrazioni e ai servizi. Su questa strada si colloca la legge che confermeremo il 7 ottobre. Il contrario della logica del fai-da-te, che premia chi � gi� forte e schiaccia chi � debole, che promuove disparit� creando notevoli danni dal punto di vista economico e sociale. Quella legge, che io mi auguro venga confermata, delega alle Regioni fette consistenti di autonomia decisionale ed organizzativa, in tema di ambiente, territorio, mobilit�, politiche industriali e dei servizi, formazione, cultura (la programmazione e l�organizzazione della sanit� sono gi� di competenza regionale). Tutto ci� in un quadro di solidariet� nazionale, tale cio� da impedire l�allargamento della forbice tra zone forti e zone deboli del Paese, attraverso meccanismi di compensazione e un�attenta ripartizione delle risorse fiscali, in grado di sostenere un ulteriore sviluppo sia delle aree arretrate sia di quelle pi� avanzate. Per questo tanto pi� forte deve essere il "s�" che uscir� dalle urne del voto popolare il prossimo 7 ottobre. Non sar� certamente una rivoluzione o l�inizio di un mondo nuovo, come dice Bossi del proprio progetto devolutivo. Ma con questo referendum confermativo di una riforma costituzionale, il primo nell�Italia repubblicana, si disegna concretamente il passaggio verso un federalismo vero, solidale, che punta a rimotivare l�unit� del paese e il patto che lega i cittadini allo Stato. Si tratta di un processo da governare, ma anche di fronte alle sbandate "nordiste" del centro-destra � bene che venga un SI' netto nel voto del 7 ottobre .

 

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