Vasco Errani - Il presidente della Regione Emilia-Romagna

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Il corsivo

Come affrontare questa crisi

L’Italia vive un momento particolarmente delicato della propria vita economica, sociale, istituzionale. Una fase che, ha opportunamente ribadito il presidente Napolitano in queste ore, va affrontata con coraggio e volontà, con un impegno costruttivo che richiede a tutti senso di responsabilità, amore per la cosa pubblica, capacità di prescindere da interessi particolari per rilanciare l’Italia in un contesto competitivo nuovo e impegnativo.
Siamo obiettivamente in una situazione inedita, segnata da una crisi globale ancora difficile da valutare nella sua evoluzione. Tuttavia è del tutto evidente che avrà ricadute pesanti sugli assetti economici e sociali. C’è dunque bisogno di una reazione forte capace di  rispondere all’emergenza sociale ed economica e nello stesso tempo di cogliere le opportunità che comunque vi sono anche in questa fase.
Ma come affrontare un quadro globale in rapido mutamento? Servono misure su larga scala, unite a scelcoordinate di respiro strategico. Ad ogni livello. Ed è proprio questa la proposta che le Regioni italiane, all’unanimità, hanno rivolto all’Esecutivo in queste settimane: costruire una risposta complessiva alla crisi anzitutto coordinando l’insieme delle misure nazionali fra Stato, Regioni, Enti locali. Ad esempio sul sostegno al credito per le piccole e medie imprese; mettendo i territori al centro di azioni di investimento di pronta esecuzione e di forte impatto su occupazione e redditi; costruendo azioni che sostengano la domanda a partire dai redditi più bassi e un robusto intervento per gli ammortizzatori sociali capaci di rispondere  alla crisi occupazionale  e al rischio  gravissimo per decine di migliaia di precari.
Ma dobbiamo essere consapevoli che, anche in una regione come la nostra, i risultati raggiunti in questi anni non sono acquisiti una volta per tutte, non ci mettono al riparo dal rischio di fare passi indietro. Per questo dobbiamo continuare a lavorare senza toccare la sanità, il welfare, anzi investendo di più sulla rete dei servizi e sulla casa, sui veri elementi su cui si basa lo sviluppo reale. Dunque siamo ben lontani dalla sottovalutazione dei problemi e da qualsiasi atteggiamento autocelebrativo: per questo dico fin d’ora che nel corso del 2009 seguiremo l’evolversi della situazione con particolare attenzione alle ricadute sociali, prima di tutto sugli strati più deboli della società, e alla tenuta del sistema delle piccole e medie imprese emiliano-romagnole, con la disponibilità di ulteriori interventi, se necessario, nel solco della strategia che abbiamo definito con il Patto per la qualità dello sviluppo.
Da questa Regione, che ha tutti i titoli per collocarsi nel cuore più avanzato d’Europa, può venire un contributo importante al nostro Paese per uscire dalla crisi.