
Roveleto di Cadeo (Pc) – Si è conclusa, a Roveleto di Cadeo (Piacenza), la riunione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo durata tre giorni. Al centro dell’incontro le politiche regionali a favore degli emiliano-romagnoli all’estero.
In particolare si è fatto il punto sull’applicazione delle nuova legge di settore, con l’approvazione del documento “L’impegno e la collaborazione dei consultori italiani”, dopo che nella precedente riunione era stato definito il ruolo dei consultori esteri. Gli interventi dei consultori hanno affrontato in generale i temi delle nuove responsabilità che la legge regionale di settore assegna loro e lo sviluppo dell’associazionismo all’estero.
La presidente Silvia Bartolini ha compiuto un primo bilancio dell’applicazione della nuova legge di settore, la 3 del 2006, che ha introdotto importanti novità. Infatti la legge, per la presidente, “consente di imprimere un cambio di passo alle attività della Consulta” e di “sostenere sempre al meglio le associazioni, che sono un punto di aggregazione fondamentale per i nostri corregionali all’estero”. La nuova legge “è come una cassetta degli attrezzi dalla quale possiamo prendere molte cose, come il recupero della memoria, che vuol dire anche memoria del lavoro, ma senza cedere alla retorica: la memoria deve essere creativa, per aggregare i giovani e produrre nuove energie”.
Le associazioni “si stanno qualificando moltissimo” ha continuato la Bartolini, tanto che si può dire che “la rete della Consulta è ormai un pezzo importante delle relazioni internazionali della Regione”. La Bartolini ha infine elencato le iniziative già messe in cantiere con la nuova legge: l’istituzione dell’albo delle associazioni, la Conferenza dei Giovani di Buenos Aires dalla quale sono usciti numerosi progetti (presentati all’assemblea da Marcelo Carrara di Mar del Plata e Raffaella Buttini di Sydney) di cui si sta verificando la fattibilità, il sostegno alla formazione di una nuova classe dirigente delle associazioni, il “decalogo” dei consultori italiani e esteri, il finanziamento per la prima volta dei progetti delle associazioni. E’ stata inoltre presentata una nuova brochure di promozione della Regione Emilia-Romagna destinata alle missioni, e le attività che l’ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp) può svolgere a loro favore, come la ricerca degli avi, spesso effettuata ai fini della richiesta di cittadinanza italiana.
Intervento del presidente Vasco Errani: “Facciamo della conoscenza la priorità della Consulta. Dobbiamo capire cosa significa essere società multietnica”
Il presidente della Regione Vasco Errani, intervenendo ieri a conclusione della mattinata, ha sottolineato il lungo percorso effettuato negli anni dalla Consulta, in particolare nell’ultimo anno e mezzo “con esiti positivi”. “Con la nuova legge di settore – ha sottolineato – abbiamo cercato di impostare un lavoro in grado di rappresentare il cambiamento in atto nella società , un percorso che si avvale della memoria come patrimonio imprescindibile ma che guarda avanti con l’obiettivo di un’ulteriore evoluzione”. “Per far questo – ha detto Errani – abbiamo puntato sull’innovazione, innanzi tutto finanziando i progetti delle associazioni che sappiano coinvolgere anche più soggetti, e che auspichiamo possano produrre risultati verificabili”. L’obiettivo di fondo, secondo il presidente, resta quello di sostenere gli emiliano-romagnoli all’estero ma all’interno di un impianto innovativo e in tendenza con i processi reali, valorizzando le nuove generazioni e la nuova emigrazione. “Per crescere – ha precisato Errani - dobbiamo investire anche sulle nostre associazioni, favorire la loro aggregazione, selezionare i progetti più innovativi, per essere sempre più credibili nei paesi in cui si interviene”. Errani ha inoltre parIato della necessità di integrare le politiche regionali, i vari settori, per favorire l’internazionalizzazione di tutto il sistema, non solo delle imprese.
Il presidente ha inoltre sottolineato la necessità del contributo culturale degli emiliano-romagnoli all’estero per mettere a confronto esperienze di diversi paesi del mondo e con l’obiettivo di comprendere cosa significa una società multietnica e multiculturale, anche attraverso iniziative di incontro che coinvolgano le reti universitarie. L’investimento sui giovani e sulla conoscenza è decisivo secondo Errani: “Abbiamo bisogno di sollecitazioni, stimoli e anche provocazioni culturali per conoscerci di più ed essere efficaci nelle politiche di internazionalizzazione”. Errani ha infine sollecitato i consultori a diffondere l’idea e il modo di essere dell’Emilia-Romagna, che ha saputo coniugare libertà di impresa con la solidarietà e il welfare, modalità che hanno consentito alla regione di essere tra le prime in Europa per qualità di vita e di reggere le sfide della globalizzazione, superando nell’export anche il nord Est italiano.
Le conclusioni di oggi
Questa mattina è intervenuto Elio Carozza, segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’estero (CGIE) che ha presentato il “Documento sulla condizione degli anziani italiani nel mondo per la solidarietà tra le generazioni”.Carozza ha esordito ricordando come gli emiliano-romagnoli all’estero siano ben rappresentati all’interno del CGIE (con 8 membri su 93, di cui 5 donne), e possano contare su “una Consulta tra le più attive, che ha grande sensibilità verso i corregionali nel mondo, tanto che alle sue riunioni i componenti CGIE partecipano come invitati permanenti”. Il nuovo ruolo del CGIE secondo Carozza deve essere “di forte raccordo col territorio, ossia di circolazione delle informazioni e di raccolta delle esigenze tra i 18 parlamentari e il mondo associativo all’estero”. Le quattro questioni fondamentali che l’organo nazionale di rappresentanza degli italiani nel mondo si trova di fronte, ha proseguito Carozza, sono quelle dell’informazione, della lingua italiana, dei giovani e dell’associazionismo. In particolare sui giovani ha annunciato la preparazione della Conferenza Mondiale dei Giovani, che dovrebbe tenersi a Roma entro l’anno.
Atto finale dell’assemblea le conclusioni della presidente Bartolini che ha ricordato che gli italiani all’estero sono una risorsa e non una questione marginale. "Le consulte regionali – ha aggiunto - dovrebbero rapportarsi molto di più tra loro e il luogo di questo incontro dovrebbe essere la conferenza Stato Regioni CGIE". La Bartolini ha concluso dicendo che è fondamentale integrare le forze (Comites CGIE e Consulte), istituire un coordinamento delle Consulte regionali e stimolare il rinnovamento generazionale.
“La nostra priorità deve essere la conoscenza della società in cui viviamo - come ha detto il presidente Errani nel suo intervento – alla quale possono contribuire le nostre associazioni, multiculturali e multietniche, come ormai l’intero pianeta”. “In base a questa considerazione dovremo selezionare i progetti presentati dai giovani alla conferenza di Buenos Aires, come quelli degli Enti locali e delle associazioni regionali”.
La presidente ha dato infine appuntamento all’assemblea al prossimo ottobre a Ravenna, dove dal 9 all’11 si svolgerà la seconda e ultima riunione annuale della Consulta, con un giorno dei lavori dedicato a un seminario sulla lingua italiana.
All’incontro hanno partecipato in questi giorni numerose personalità del mondo istituzionale locale, dal presidente della Provincia di Piacenza Gianluigi Boiardi e diversi assessori della sua Giunta, al presidente della Camera di Commercio Giuseppe Parenti al sindaco di Cadeo Paolo Epifani. /CL