
Piacenza - «Con questi incontri di discussione e confronto sul Piano territoriale regionale, vogliamo realizzare un percorso aperto a tutti, per disegnare una visione condivisa per il futuro, senza risposte precostituite, né dirigismi e gerarchie territoriali. Per decidere davvero se vogliamo giocare un ruolo nello sviluppo globale e con l’ambizione di interpretare la modernità con i nostri valori».
Lo ha detto Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna, a Piacenza chiudendo i lavori dell’iniziativa "Una Regione attraente. Verso il Piano territoriale regionale”, il secondo degli appuntamenti – dopo quello riminese - con le comunità locali previsti nell’ambito dell’ampia fase di consultazione con il territorio emiliano romagnolo.
«Il mondo sta cambiando e il benessere non è conquistato una volta per sempre. – ha detto Errani - Noi abbiamo raggiunto risultati straordinari in questa regione, da un punto di vista economico e sociale. Ma non possiamo fermarci. Nella competizione globale, la strada da percorrere è per noi una sola: rafforzare i valori e gli elementi di comunità nella nostra regione, superando le vecchie contraddizioni tra sviluppo e ambiente, welfare ed economia. Questo è il Ptr.»
Errani ha sottolineato che “abbiamo grandi opportunità con le risorse europee, nazionali e regionali e con il Ptr vogliamo costruire un grande accordo strategico e condiviso per allocare le risorse. E’ finita la stagione delle risorse distribuite a pioggia sul territorio. Se vogliamo essere competitivi anche tra dieci anni, è necessario fare sistema. Il policentrismo ha dato grandi risultati, ma ora ha bisogno di massa critica per i nuovi connotati strutturali della competizione globale. Non si tratta di rinnegare una stagione che ha portato benessere diffuso e qualità sociale, ma di fare un passo avanti”.
“A Piacenza – ha concluso - ci sono risorse e opportunità che hanno solo da guadagnare in un sistema che riesce a fare questo salto di qualità”. Investendo, tra l’altro, sulla logistica come fattore decisivo dello sviluppo, sul demanio, sulla riqualificazione e sulla “bellezza” urbana, per lasciare un “segno” alle generazioni future. /PF - GB