Vasco Errani - Il presidente della Regione Emilia-Romagna

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17/06/2010

«Per l'Emilia-Romagna tagli insostenibili, trattiamo»

Bologna (17 giugno 2010) - Reduce dall'incontro a Roma con i parlamentari di maggioranza e opposizione che ha forse riaperto uno spiraglio sulla possibilità di modifiche alla manovra, Vasco Errani (intervistato dal Corriere di Bologna a firma di Armando Nanni) tiene ancora la guardia alta e insiste nel suo categorico no ai tagli che Tremonti invece considera ineludibili per le Regioni.
Presidente, il ministro dell'Economia è chiaro e categorico: nelle Regioni ci sono sprechi che vanno ridotti. Lei e gli altri governatori avete definito questa manovra e questa impostazione «irricevibile». Come se ne esce?
«Certo, è irricevibile. Perché nel 2011, su lo miliardi complessivi di tagli, le Regioni dovranno sopportarne più di 5: quattro miliardi di minori trasferimenti dallo Stato e oltre un miliardo di tagli alla sanità che andranno a incidere sulla spesa farmaceutica e sul personale. Tagli, questi ultimi, che vanno a ledere il Patto per la salute siglato proprio pochi mesi fa con il governo».

L'Emilia-Romagna non è la Regione d'Italia più sprecona ma forse qualcosa si può andare a toccare anche qui.
«Partiamo da un altro punto: la verità è che non c'è nessun equilibrio e nessuna equità tra le pesanti misure propspettate dalla Finanziaria alle Regioni e quelle previste per altri comparti della Repubblica. Le Regioni pesano per meno del 20% della spesa complessiva e i tagli previsti andranno a scaricarsi direttamente sui servizi alla persona e alle imprese. Esempi? Andranno in crisi il trasporto pubblico locale, le politiche per lo sviluppo industriale, il fondo per le famiglie, il fondo sociale. Tutte queste competenze sul bilancio dello Stato valgono 4,9 miliardi, ma se lo Stato ne taglia più di 4 non si capisce come potremo continuare a garantire e a gestire questi servizi».
Il governo dice che la sanità, per esempio, non verrà toccata.
«La sanità è toccata, eccome: nel 2011 sono previsti 6oo milioni di tagli alla spesa farmaceutica e 418 milioni sul personale; nel 2012 tagli per 1.132 milioni al personale
e 6oo milioni alla spesa farmaceutica, idem nel 2013, oltre a una riduzione di oltre 2 milioni».
Chiaro, ma gli sprechi?
«Allora, sono assolutamente d'accordo con la politica di lotta agli sprechi e infatti noi continueremo in Emilia-Romagna con la nostra politica di riduzione dei costi».
Il governo insiste però sul peso dei costi per il mantenimento della macchina regionale, soprattutto di sedi e missioni estere.
«Ribadisco, l'Emilia-Romagna continua ad andare avanti in questa politica di taglio dei costi. La manovra appena varata dalla mia giunta prevede un taglio del 10% alle indennità del presidente e degli assessori; per il 2010 è già stabilita una riduzione delle 20% sulle spese per uffici e missioni. E' giusto che le Regioni risparmino sui costi, ma la Finanziaria prevede riduzioni ingentissime ai trasferimenti. Una manovra che ci constringerà - anche qui in Emilia-Romagna - a tagli insostenibili. Le questioni che noi governatori - tutti, di centrodestra e di centrosinistra - poniamo sono drammaticamente reali: bisogna cambiare la manovra del governo o le Regioni non ce la faranno più. Non siamo qui a fare una sterile opposizione al governo, siamo disponibili a una collaborazione leale e costruttiva».
La proposta?
«Bisogna riequilibrare sui diversi comparti dello Stato: in questo momento si taglia il 13,7% di tutto ciò di cui le Regioni dispongono mentre si taglia solo 1'1,2% all'amministrazione centrale».