
Roma (11 dicembre 2009 - Agi) - "Dopo un intenso lavoro e le molte difficoltà superate, la Conferenza delle Regioni con grande senso di responsabilità ha raggiunto l'accordo sul riparto del Fondo sanitario nazionale 2010". Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della riunione sul riparto del Fondo, pari a 106 miliardi 164 milioni di euro per il 2010. "Questo riparto è l'ennesima dimostrazione del senso istituzionale delle Regioni e della loro volontà di continuare ad offrire ai cittadini dei servizi sanitari sempre più appropriati e di qualità". Dopo oltre 32 ore di riunione la Conferenza delle Regioni, ha messo a punto lo schema di riparto, una "torta" che, in virtù del Patto per la Salute siglato il 23 ottobre scorso, vale 106.164 milioni di euro per il 2010, 108.603 per il 2011 e 111.544 milioni per il 2012.
"Un lavoro molto impegnativo, un confronto intenso", aveva pronosticato il presidente della Conferenza Vasco Errani, mercoledì ad inizio lavori. Azzeccandoci, visto che la strada per i rappresentanti delle Regioni si era fatta subito in salita: da dirimere, innanzitutto, i nodi concernenti le Regioni del sud che, a fronte della scomparsa del "fondino", chiedevano maggiori garanzie. Una richiesta che era stata formalizzata la settimana scorsa in un documento, poi ritirato dalle stesse Regioni del sud per favorire la ratifica dell'intesa tra Regioni e Governo e sbloccare la discussione sulla Finanziaria in Commissione alla Camera. Le Regioni del Meridione, mercoledì, hanno dunque ripresentato sul tavolo della Conferenza gli stessi temi, non più in maniera collettiva, ma singolarmente. Altro scoglio era rappresentato dalla Liguria che, con l'assessore alla sanità Claudio Montaldo, aveva manifestato tutto il suo dissenso per l'ipotesi di revisione dell'indice di anzianità, portato da 40 a 20: "Nella nostra regione gli over 65 sono il 26,5 per cento della popolazione e gli ultra 75enni sono il 13 per cento", ha spiegato Montaldo, "quindi un taglio che portasse l'indice di anzianità alla metà significherebbe per noi 129 milioni in meno rispetto all'anno scorso", quando alla Liguria andarono circa 3 miliardi e 460 milioni. "Con l'indice fissato a 40, invece - continua Montaldo -, ci troveremmo a disposizione 50 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno. Come si vede tra il saldo negativo e il saldo positivo passano circa 180 milioni. Una enormità".
Si era già a giovedì. I volti dei rappresentanti delle Regioni erano già provati e la speranza di terminare in serata ormai riposta. "Siamo praticamente alle 9 di ieri mattina", era il commento dell'assessore pugliese Tommaso Fiore, ieri pomeriggio. E in effetti il lavoro di amministratori e tecnici è andato avanti per tutta la sera e per tutta la notte. Sembrava essere arrivato a una conclusione positiva alle 2 del mattino, quando sul tavolo della sede di via Parigi, a Roma, era giunta una tabella di riparto su cui tutte le Regioni concordavano. Tuttavia, mentre ci si scambiava già complimenti e ringraziamenti di rito, un errore tecnico nella compilazione della tabella ha fatto naufragare le speranze e riportato tutti i rappresentanti attorno al tavolo. Un'ora più tardi, un'altra tabella faceva intravvedere la chiusura dei lavori. Una nuova fumata nera, non per errori tecnici questa volta: a favore della nuova Tabella ci sono regioni come Emilia-Romagna, Lombardia e Abruzzo. Sfavorevoli Liguria, Veneto e Sicilia. Fumata bianca alle 5,20: "L'intesa c'è", può finalmente annunciare il presidente Errani.