
Roma (13 ottobre 2009) - In una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al ministro dei rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani torna a chiedere un incontro urgente e di ripristinare "un quadro di leale collaborazione" per evitare che, perdurando la situazione di stallo, "possa aprirsi una fase di conflitto istituzionale". "A nome della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, torno a rappresentarle l'urgenza di un confronto su temi strategici per i quali è indispensabile una necessaria concertazione istituzionale", scrive Errani sottolineando che "l'atteggiamento delle Regioni è stato improntato sempre al rispetto del principio di leale collaborazione e al senso di responsabilità istituzionale".
"Abbiamo accettato senza alcuna polemica i rinvii degli incontri, per motivi di carattere internazionale e interno, ma ora questo confronto non è più procrastinabile - ricorda Errani -. Restano infatti nella loro interezza ed urgenza le ragioni che ho avuto modo di illustrarle sinteticamente nella lettera inviata il 2 luglio 2009. Occorre affrontare immediatamente tali questioni, sulle quali peraltro il governo si era impegnato a fornire risposte nel corso dell'incontro dello scorso 5 agosto".
"E' evidente che allo stato attuale resta impossibile per le Regioni partecipare ai tavoli istituzionali - aggiunge -. Confido fortemente però che questo confronto più volte rimandato possa svolgersi nei prossimi giorni, nella comune consapevolezza che questa è l'unica strada percorribile per riprendere le ordinarie relazioni istituzionali. La prosecuzione dell'attuale fase di stallo istituzionale non giova al Paese e rende tutto più difficile".
"Eventuali iniziative normative dell'esecutivo che procedano in Parlamento prescindendo dai pareri e dal coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Unificata prefigurano un grave problema costituzionale di proporzioni inedite - afferma Errani - rispetto al quale le Regioni non potranno non intervenire anche investendo gli organi costituzionali per la tutela del corretto iter legislativo".
"Le Regioni ribadiscono che sono pronte a fare responsabilmente la loro parte ma occorre che ciò possa svolgersi ripristinando un quadro di leale collaborazione per evitare che, perdurando tale situazione, possa aprirsi una fase di conflitto istituzionale - sottolinea il presidente della Conferenza delle Regioni -. Per queste ragioni, chiediamo al governo di tornare al clima di confronto che in passato ha portato a risultati positivi (accordo del 12 febbraio 2009 in tema di ammortizzatori sociali; Riprogrammazione dei fondi Fas;tesa del 31 marzo per il rilancio dell'economia attraverso l'edilizia; patto di stabilità interno; avvio del percorso per il federalismo fiscale)".
"L'agenda delle priorità che vanno ora affrontate, in una condivisa azione di governo, ci propone alcune questioni che torno ad evidenziare - conclude - la definizione del Patto della salute 2010-2012; il quadro dell'utilizzazione dei fondi Fas, con particolare attenzione all'emergenza Mezzogiorno; gli stanziamenti per il fondo sociale dal 2009 e per il fondo per la non autosufficienza dal 2010; la chiara individuazione delle competenze istituzionali in materia di turismo".