
Si discute molto, in questi mesi, di quali siano le misure più adeguate per reagire alla crisi economica. Io credo non si possa parlare di un'unica ricetta, piuttosto di un insieme di interventi, di strumenti che devono essere messi a disposizione per una strategia rivolta non solo all'urgenza ma al medio e lungo periodo. E nonostante i problemi finanziari, in forza della stabilità strutturale del nostro bilancio siamo in grado di confermare tutte le nostre politiche strategiche.
In questo senso, affrontare la situazione attuale rafforzando le politiche per il lavoro, per la formazione, l'istruzione e il sapere è determinante nel garantire un attraversamento della crisi che guardi al futuro, che protegga il singolo ma anche l'intero sistema economico.
La Regione Emilia-Romagna, coerentemente con le politiche europee per la qualità e l'innovazione, ha scelto di investire nella sua principale risorsa: le competenze e le capacità delle persone. Con 27 milioni di euro, grazie anche al cofinanziamento del Fondo sociale europeo, stiamo dando una prima attuazione alle misure previste dal nostro piano contro la crisi, approvato lo scorso luglio insieme alle parti sociali.
Dare la possibilità di un aggiornamento, specializzazione, qualificazione o miglioramento delle proprie competenze a lavoratori in cassa integrazione o in mobilità vuole essere una risposta concreta, una porta per un reinserimento professionale che responsabilizzi gli interessati ed allo stesso tempo ne valorizzi le capacità.
Un'opportunità in più che si affianca ad una vasta offerta formativa già esistente, un altro modo per non lasciare sole le persone in questo momento in difficoltà. Perché ciò che non dobbiamo dimenticare è che al centro di questa complessa fase congiunturale ci sono persone con aspettative ma anche competenze, capacità e con una cultura del lavoro e di fare impresa che è il vero patrimonio della nostra regione.