Vasco Errani - Il presidente della Regione Emilia-Romagna

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Emilia-Romagna, buone basi
per affrontare il futuro

In uno scenario economico ancora difficile, nonostante il precocissimo ottimismo del Governo, vengono resi pubblici in queste settimane i dati di alcune ricerche. E sono dati che inducono qualche riflessione sullo “stato” dell’Emilia-Romagna, perché misurano elementi essenziali – sanità, competitività, buongoverno – per la vita di una comunità.
Un recente studio di Bankitalia ci dice che la nostra regione è al primo posto in Italia per buongoverno, sulla base di un indice che prende in esame politiche del lavoro, semplificazione, servizi, competitività, capacità di utilizzare risorse.
Anche sulla sanità – ha reso noto il Censis – siamo al primo posto per qualità dell’assistenza offerta. E’ un dato che conferma un’altra ricerca del Ministero della PA, che aveva già fotografato il primo posto della nostra regione in questo ambito. Lo studio aveva poi assegnato all’Emilia-Romagna anche il primo posto per quanto riguarda la competitività.
Questi sono dati importanti, molto positivi. Sono numeri e non chiacchiere, che credo facciano giustizia anche di molte speculazioni politiche. Ma non per questo incrociamo le braccia compiaciuti. Perché non dimentichiamo che oggi siamo di fronte a cambiamenti straordinari, con i quali dobbiamo fare i conti. E la nostra vera sfida è, e sarà, interpretare e sostenere questi cambiamenti, partendo dalla buone basi che ci vengono riconosciute.
Questo è importante per noi, ma è importante anche per l’Italia, perché non basta uscire dalla crisi. Bisogna uscirne bene, tenendo unito il Paese, facendo in modo che esso possa proporsi all’esterno con le carte giuste in mano, per giocare un ruolo di primo piano. E, a livello nazionale, questo non lo si fa contrapponendo nord a sud, centralizzando le decisioni, svuotando di significato quel federalismo che si dice di voler promuovere. 

Dobbiamo fare un nuovo e decisivo salto di qualità. Nel sociale, nell’ambiente, nei servizi, nei sistemi che concorrono a definire una buona qualità della vita. Già oggi il Patto contro la crisi sta dando buoni frutti per affrontare due emergenze: il lavoro e il credito alle imprese. Sulla scuola assumeremo le iniziative necessarie per contrastare il piano di riduzione degli insegnanti varato dal governo. Abbiamo già posto il problema in varie sedi, anche parlamentari, e stiamo sostenendo con forza la necessità di evitare il taglio delle cattedre. E questo non per un pregiudizi politici o ideologici, ma perché la qualità della scuola è strategica per lo sviluppo di una comunità.
Dobbiamo fare tutto ciò per portare l’Emilia-Romagna nella società della conoscenza, per essere in grado di tenere assieme sviluppo economico e coesione sociale. Per dare un contributo alla tenuta del sistema-Paese, che mai come oggi deve dimostrarsi coeso.
Solo così potremo sostenere e vincere le complesse sfide che ci stanno di fronte.